giovedì 31 marzo 2011

Vita nello spazio: trovati alieni fossili. Batteri in rara meteorite - Mainfatti.it

 Per chi aspetta la prova scientifica "mainstream", questa potrebbe essere la volta buona. Per tutti gli altri, quelli che "sanno" che esiste la vita negli altri pianeti (o perché hanno dei contatti diretti; o perché hanno letto tutto Peter Kolosimo e l'opera omnia di Roberto Pinotti; o perché lavorano nell'Area 51) più che prova, sarà l'ennesima riprova. C'è vita là fuori, ovunque, visto che il dottor Richard B. Hoover, astrobiologo della Marshall Space Flight Center della Nasa, li avrebbe trovati all'interno di una rarissima condrite carboniosa (di questo tipo ne sarebbero trovate solamente nove in tutta la terra, la condrite di Hoover dovrebbe essere CI1).


In realtà foto della ricerca di Richard B. Hoover si erano già viste, per quanto riguarda dei fotogenici cianobatteri già nel 2010 (nelle condriti Orgueil and Murchison), ed i risultati erano molto interessanti. Risultati molto più "lampanti" rispetto a ALH 84001 (Allan Hills 84001) il celebre meteorite "marziano" scoperto da Roberta Score nel 1984, che aveva fatto gridare, forse troppo presto, all'alieno. Ma ora la ricerca è di dominio pubblico e i suoi risultati sono stati pubblicati sul "Journal of Cosmology", un giornale che si attiene al puro dogmatico sistema della peer-review. "Interpreto la scoperta come un indizio che la vita sia distribuita molto più ampiamente nel cosmo, e non limitata solamente al Pianeta Terra" dice Hoover che ha trascorso oltre dieci anni a studiare i rari meteoriti e i loro simpatici batteri fossili alieni.




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"Questo campo di studi è stato solo appena sfiorato perché, francamente, importanti scienziati direbbero che tutto questo è impossibile", continua prudente il ricercatore, sapendo che la stroncatura è in agguato. Lo scienziato ha scoperto i "batteri da un altro mondo", aiutandosi con un microscopico elettronico a scansione (SEM) e anche con un "field emission electron scanning microscope" (probabilmente ci si riferisce a un FEG). Per Hoover i fossili dei batteri sarebbero in parte simili a microorganismi presenti sul nostro pianeta. Ma nessuno pensi a contaminazioni, ridacchiando sotto i baffi, nello stile tipico degli scimpanzé del Pianeta delle Scimmie.

"Ci sono alcuni batteri che sono davvero molto strani e non assomigliano a nulla che sia stato in grado di identificare" e anche altri esperti che li hanno osservati non sono stati capaci di risalire al ceppo d'origine. Forse perché proprio batteri "alieni alieni". Ma per tutti gli scimpanzé scettici c'è comunque la sfida che Hoover lancia alla comunità scientifica, visto che lui medesimo invita a vagliare le prove del suo studio e a spiegare, eventualmente, dove avrebbe sbagliato. Promessa la pronta pubblicazione. Il redattore capo del Journal of Cosmology, il dottor Rudy Schild, scienziato alla Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, conferma. Schild ha invitato migliaia di scienziati a controllare ed esaminare la relazione di Hoover per scongiurare i soliti "attacchi" a priori: "Nessuna altra publicazione nella storia della scienza è mai stata sottoposta ad un tale controllo completo, e mai prima nella storia della scienza è stata data la possibilità alla comunità scientifica di analizzare criticamente un importante documento di ricerca prima di essere pubblicato".

Silvio Scazola


NASA Spazio

pagina pubblicata il 07/03/2011 | ultima revisione: 07/03/2011

 


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Recensione “La guerra dei mondi”, di Steven Spielberg (2005) - LiveCity.it

Dopo il racconto di H.G. Wells, la mitica versione radiofonica di Orson Welles, la trasposizione cinematografica di Bryon Haskin, arriva anche la mano di Spielberg a rielaborare questa storia di invasione aliena e di lotta alla sopravvivenza da parte degli esseri umani. Che Spielberg fosse un attento conoscitore e un ammiratore del film di Haskin era alquanto noto visto che per la creazione del suo mitico E.T. si è ispirato chiaramente all’alieno che compare per pochi minuti all’interno de “La guerra dei mondi” del 1953.




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Sono molti gli elementi di differenza con la trasposizione cinematografica originale, anche perché sono passati più di 50 anni e nel mondo e nella società molte cose sono cambiate. Prima di tutto lo stato di disgregazione della famiglia, ma, forse soprattutto, l’11 settembre. Ed è su questi due elementi storico-sociali che si basa “La guerra dei mondi” del 2005, visto che spesso si fa riferimento ad attacchi terroristici e i protagonisti sono un padre e due figli che tentano in tutti i modi di restare uniti e di ritrovare una dimensione familiare, andata ormai perduta.
Il film di Spielberg, quindi, non è soltanto una pellicola fantascientifica, perché risulta contaminata da altri generi, prima di tutto il catastrofico, ma anche il road-movie, visto che i protagonisti compiono un lunghissimo e pericoloso viaggio per giungere alla tanto agognata unione familiare. Fortunatamente tutte le caratteristiche negative e le banalità di questi generi vengono eluse, mancano infatti eroismi da quattro soldi, presidenti che si sacrificano, salvataggi all’ultimo secondo. Il protagonista agisce solo per sé stesso e per i suoi figli, portando avanti una strenua e sofferta lotta alla sopravvivenza, compiendo anche atti poco ortodossi.
Quello che non si riesce ad evitare, però, è il retoricismo di fondo che accompagna il rapporto padre-figli, la stucchevolezza del finale buonista e riconciliatore a tutti i costi, l’inadeguatezza dei dialoghi e del microcosmo familiare su cui viene puntata la lente d’ingrandimento, a differenza della soddisfazione che si riceve quando il punto di vista si allarga a tutto il genere umano. Si potrebbe obiettare che sono caratteristiche tipiche del cinema spielberghiano, caratteristiche che lo rendono il sognatore-bambino che noi tutti amiamo, in grado di imbastire favole moderne capaci di coinvolgerci totalmente.
Il problema, in questo caso, è che la “favola” stona leggermente col contesto fatto di estrema e straordinaria spettacolarità, di grandi scene dal fortissimo impatto visivo (il treno infuocato, i cadaveri trascinati dal fiume, gli attacchi stessi degli alieni), di effetti speciali a non finire, di esplosioni, uccisioni e via di questo passo.
Alquanto debole anche la sequenza con Tim Robbins, ambientata in un sottoscala, estremamente dilatata e per certi versi telefonata. Ad entusiasmare maggiormente, così come avveniva nell’originale, è, invece, la messa in scena, la precisione con cui sono disegnati gli alieni (stavolta retti da tre piedi e quindi chiamati tripodi), la desolazione quasi post-apocalittica che si riversa su una Terra fatta di vermi messi al confronto con gli invasori.
Ed è proprio l’invasione, ancora una volta, al centro di tutto. Questa volta, però, non c’entra più il comunismo. La paura e il terrore del nemico sono ben rappresentate registicamente da Spielberg che, utilizzando sapientemente la macchina a mano, e focalizzando l’attenzione sui volti impauriti e sui corpi in fuga, ci restituisce il senso di una società ormai preda del pericolo di attacchi, conquiste, ritorsioni, in una sola parola, della guerra.


Alessandra Cavisi


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mercoledì 30 marzo 2011

Novoli. All'Area 51 Berardi Jazz Connection e Kelly Joyce - Il tacco d'Italia

18.3.2011

Kelly Joyce La rinomata formazione jazz pugliese e la cantante francese saliranno sul palco del club novolese di via Veglie oggi 18 marzo, per uno special live event da non perdere. L'ottima cucina, le sfiziose ricette unite ai vini del Salento e le peculiarità gastronomiche del Venerdìnner faranno da gustoso contorno alle sonorità easy jazz, pop e soul e alla straordinaria interpretazione di Kelly Joyce, ospite esclusiva di uno dei locali più frequentati del Tacco d'Italia.

Passa anche dal Salento l'inarrestabile tour di Kelly Joyce, artista franco-africana che ha saputo sintetizzare al meglio le sue origini in un mix di easy-jazz e sonorità pop e soul. Con lei va in scena la musica del terzo millennio, brani che sono diventati veri e propri successi dal 2000 ad oggi: da "Vivre la Vie", con il quale si è presentata al grande pubblico, a "Rendez-vous" (scelto come colonna sonora di una campagna pubblicitaria tv) e all'attuale singolo "Hallò", che sta portando l'omonimo album nelle prime piazze delle charts internazionali e delle classifiche specializzate.

Un successo che continua e che oggi può rinnovarsi artisticamente grazie all'incontro con Berardi Jazz Connection, formazione nata dall' idea di Francesco Lomagistro (batteria e percussioni) di convogliare tutte le esperienze nella passione per la musica afroamericana, nella ricerca del "groove" e nella sinergia fra ritmo e melodia. Con lui, sul palco, salirà Ettore Carucci (piano), co-leader e compagno indispensabile di questo viaggio iniziato diversi anni fa proprio da "via Berardi", una via del centro di Taranto, dove i due si incontravano in un appartamento adibito a sala prove. A completare il quintetto tre musicisti pugliesi già noti alle scene jazz nazionali, come Vincenzo Presta al sax, Andrea Sabatino alla tromba e Luca Alemanno al contrabbasso.

Da contorno all'esclusivo incontro musicale fra l'artista e i Berardi Jazz Connection, ci sarà la raffinata cucina di uno dei club più frequentati del Salento e più apprezzati dal popolo della notte che ha deciso di dare ampio spazio nella ricca programmazione invernale alla musica di qualità e i migliori interpreti del panorama jazz. Previste le degustazioni di particolari ricette firmate dall'Area Cucine, peculiarità gustose del consueto appuntamento mensile del Venerdìnner. Attivo anche l'american-bar, con gli originali drink che si affiancheranno ai cocktail tradizionali. Dalle 22.30, poi, pista libera ad un concerto che promette grandi emozioni, con i brani dei due album dei BJC e le più belle canzoni della francese, da ballare e da cantare.

Luogo: Novoli
Telefono: 328.3253425


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Stefania Caterina racconta ad Affaritaliani.it le sue rivelazioni ... - Libero News


Stefania Caterina racconta ad Affaritaliani.it le sue rivelazioni: "Non sono alieni, ma figli di Dio" LA STORIA/ "Nel 1998 avvenne una svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l'universo, che avrebbe coinvolto l'intera creazione fino a trasformarla". In una lunga intervista, Stefania Caterina (dal '94 consacrata laica), racconta ad Affaritaliani.it le rivelazione divine di cui ha parlato in vari libri e che le "fanno compagnia" da quando era una bambina. Inoltre, sulla differenza tra le sue visioni e gli avvistamenti ufo, chiarisce: "Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, e ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell'universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo"Martedí 22.03.2011 08:00 Introduzione del libro “Riscrivere la Storia” vol.1 Nel pensiero di Dio


Nel 2008 questa casa editrice ha pubblicato il mio primo libro dal titolo: “Oltre la grande barriera”, che forse qualcuno di voi avrà letto. In esso ho parlato del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose, riportando le molte spiegazioni ricevute attraverso esperienze straordinarie.
Fin dall’infanzia, infatti, mi è stato concesso di comunicare in modo speciale con Dio e con altri strumenti da lui scelti, attraverso visioni e locuzioni interiori. Ritengo che questo dono mi sia stato concesso non in virtù di meriti o capacità personali, ma per un imperscrutabile disegno di Dio, per una sua particolare chiamata. Tutto ciò esige da me una risposta in termini di fede, di coraggio, di prontezza a testimoniare. Non sono una religiosa. Sono una laica che ha offerto la vita a Dio, cercando di rispondere onestamente alla sua chiamata. Non faccio parte di alcuna organizzazione religiosa. Anche se consapevole della mia fragilità di creatura, ho deciso di assumermi tutte le responsabilità e le conseguenze che la risposta alla chiamata di Dio comporta. Da sempre ho ritenuto fosse mio dovere, oltre che un atto di amore verso il prossimo, non tenere solo per me le spiegazioni ricevute, perché esse riguardano temi che sono tanto vicini al cuore dell’uomo. Del resto, il Signore mi ha chiesto d’essere sua testimone leale e sincera, e non mi ha mai nascosto le difficoltà che mi attendevano. Ho pagato per la mia testimonianza, so che pagherò ancora; non è sempre facile essere dei testimoni. Sono tuttavia felice di non essermi tirata indietro.
Il Signore giudicherà del mio operato. Confido pienamente in lui. Devo dire, però, di aver ricevuto in cambio tanta gioia e pienezza anzi, la dolcezza dell’amore di Dio che sperimento in continuo, ha sempre superato di gran lunga la durezza delle molte prove vissute. In ultimo aggiungo che non ho studiato teologia, né consultato manuali. Le cose che scrivo non le ho apprese da nessuno. Ho avuto un solo Maestro, Gesù Cristo al quale ho donato incondizionatamente la mia vita, attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Non ho fatto parte di gruppi carismatici o esoterici. Lungo il cammino, Dio mi ha donato fratelli e sorelle che amo e che mi amano, con il quale posso condividere un cammino cristiano semplice e profondo, e tendere verso un’unica méta. Posso dire di sentirmi amata, sana e felice; questo lo devo alla fede nel Signore, che si prende cura della nostra vita e lo fa sul serio.
Ho citato in apertura il mio primo libro, perché esso sta alla base di quanto scriverò nelle pagine che seguono, tanto che ritengo difficile comprendere appieno questo volume senza aver letto quello precedente. Da parte mia cercherò di richiamare nelle note i punti essenziali che ho già trattato in precedenza ma senza dilungarmi troppo, per non rischiare di appesantire la lettura e di ripetermi.
Questo libro sarà il primo di una serie che va sotto il titolo “Riscrivere la storia.” Non è un titolo pensato da me, ma Gesù stesso lo ha voluto. Di quale storia si tratta? Di una storia affascinante e anche tormentata, quella del rapporto fra l’uomo e Dio, fra la creatura e il suo Creatore. Una storia vissuta con difficoltà da parte dell’uomo, fatta di luci e di ombre, di fedeltà e di tradimenti, di slanci eroici, di rovinose cadute e di faticose risalite. Una storia che non sembra mai compiuta, che è iniziata in un certo modo e che poi il peccato originale ha deviato su un percorso diverso. Da parte di Dio invece nulla è cambiato dall’inizio, né potrebbe cambiare, dato che il suo amore e la sua fedeltà verso l’uomo sono rimasti intatti, assoluti, resi sublimi dal sacrificio di Cristo. Immutabile è, infatti, il progetto di Dio, quello di fare di noi i suoi amati figli, ricolmi di gloria e dignità.
Mi è stato spiegato e mostrato da diverse angolature come avrebbe dovuto svolgersi la storia fra Dio e l’uomo, dove questa non ha funzionato e che cosa Dio sta facendo e farà, perché coloro che desiderano essere autentici figli di Dio possano riscrivere la storia fra Dio e l’uomo. Il Signore desidera che io scriva tutto questo a favore di quanti vogliano conoscere il suo progetto di amore e di salvezza. Perciò, con l’aiuto di Dio, cercherò di comunicarvi, quanto ho ricevuto, riportando i tanti colloqui avuti col Signore e con i suoi strumenti, soprattutto con san Raffaele arcangelo che accompagna in modo particolare la mia anima. Farò del mio meglio, nonostante la difficoltà di esprimere a parole il Mistero, e di questo sono sicura che mi scuserete.
In questo primo volume tratterò in particolare del pensiero di Dio, perché è da questo pensiero che comincia la nostra storia di uomini. Tutto ciò che esiste, è frutto del pensiero divino. Da esso proviene la nostra vita, in esso ci muoviamo. Dal pensiero di Dio comincia la storia di cui parleremo e dal medesimo pensiero essa sarà riscritta.
Il Signore desidera che le spiegazioni che riporterò in questo libro, come in quelli che seguiranno, non siano considerate semplicemente una raccolta di messaggi celesti. Gesù ha insistito più volte sul fatto che le cose che mi sono state rivelate, riguardano il piano di Dio che è da sempre ma che deve essere comunicato in modo speciale agli uomini di questo tempo. Infatti, come mi è stato detto, essi si trovano a vivere in una fase delicata e decisiva per l’umanità. Si tratta di un piano che prepara il futuro dell’umanità, un futuro caratterizzato da profondi cambiamenti.
Pur essendo un piano molto articolato e complesso, un vero mosaico, non è qualcosa di nuovo o di diverso rispetto al contenuto nel Vangelo; caso mai ne è l’attuazione concreta e potente da parte di Dio che separerà definitivamente la luce dalle tenebre e porterà alla perfezione quanti hanno accolto Gesù Cristo, e desiderano aver parte alla redenzione da lui operata. Si tratta di un piano già in atto nella creazione e che deve svolgersi fino al suo culmine, nei tempi che solo Dio conosce ma che, da quanto mi è dato di capire, non saranno infiniti, perché l’umanità versa in gravi condizioni, come penso, vi renderete conto da soli. Dio desidera perciò che i suoi figli siano messi a conoscenza di questo piano, affinché ciascuno dia la sua libera adesione all’azione dello Spirito Santo.
Le spiegazioni che ho ricevuto sono state definite da Gesù “un messaggio profetico per l’umanità di questo tempo e di tutto l’universo, senza distinzioni di razze, di popoli o di religioni, destinato tanto ai vivi quanto ai defunti”. Profetico nell’accezione giusta del termine. Il profeta, infatti, non è un indovino che predice il futuro, né colui che preannuncia catastrofi, né tanto meno un superuomo dotato di particolari poteri. È semplicemente uno strumento, un incaricato di Dio, chiamato a trasmettere al popolo, in un determinato momento storico, il giudizio, l’ammonimento, la consolazione e le promesse di Dio. Oggi lo definiremmo un portavoce. Ecco, io non sono altro che uno strumento, un portavoce, nulla di più. Perciò, cari lettori, mettete da parte la mia persona e concentratevi su Dio e su ciò che egli vuole fare attraverso di voi. Lui vi darà la luce per comprendere ogni cosa scritta in questo libro. Io pregherò per tutti voi.
L’umanità di questo tempo, assediata dal male e da gravi inquietudini, ha più che mai urgenza di profondi cambiamenti. Dio ci vuole salvi, liberi, felici. Per questo ci ha donato suo Figlio Gesù Cristo, per condurci in una vita nuova. In lui ci ha promesso la salvezza e Dio onora sempre le sue promesse. Vi auguro di cuore di riscrivere insieme a Dio la vostra storia.


Stefania Caterina

Stefania Caterina
, nata a Genova il 19 gennaio 1959 da una famiglia cattolica praticante,dalla quale ha ricevuto una solida educazione cristiana, in gioventù ha fatto parte di diversi movimenti ecclesiali, dedicandosi da attività di volontariato e all’insegnamento del catechismo. Laureata in giurisprudenza, ha lavorato sette anni come funzionario nella Pubblica Amministrazione. Nel 1994 ha deciso di lasciare tutto per consacrarsi totalmente a Dio e alla Sua opera, mettendo a disposizione del Signore i doni ricevuti da Lui. In una lunga intervista ad Affaritaliani.it racconta le sue rivelazioni.


Tra le tante che ha ricevuto, qual è stata la rivelazione più importante? E perché?
"Per rispondere a questa domanda, mi sembra utile fare una premessa, ripercorrendo brevemente le tappe fondamentali del mio cammino spirituale. Le rivelazioni sono iniziate molto presto nella mia vita; me ne ricordo fin dall'infanzia. Esse hanno accompagnato la mia crescita umana e spirituale. Si sono sviluppate in rapporto alla mia capacità di comprendere che, logicamente, variava a seconda dell'età e delle esperienze che, di volta in volta, attraversavo nella vita. Da sempre, fin dalla più tenera età, ho udito una voce ferma e chiara che parlava dentro di me e mi spiegava molte cose spirituali, dandomi consigli anche sulle piccole cose di ogni giorno, aiutandomi a capire ciò che non capivo. Spesso vedevo Gesù, ma ero molto piccola e accoglievo questo con naturalezza senza pormi domande. Crescendo, intuivo che la voce che mi parlava fosse qualcosa di diverso da me, dato che esprimeva pensieri differenti dai miei, e spesso correggeva i miei punti di vista.   Nell'infanzia e nell'adolescenza, le rivelazioni che ricevevo servivano piuttosto a gettare le basi della conoscenza di Dio e del cammino spirituale che spetta ad ogni cristiano. A quell'epoca, non sapevo dare un nome a tutto questo. Non mi ero mai interessata a fenomeni mistici, né avevo parlato con esperti in questo campo, pur conoscendo e frequentando movimenti religiosi e sacerdoti di valore. Ero arrivata alla personale convinzione che si trattasse di quella che viene definita la "voce della coscienza", e che perciò fosse un qualcosa di naturale, un dono di Dio concesso ad ogni individuo e non solo a me. Ero certa che tutti vivessero le stesse esperienze, e perciò non mi veniva neppure in mente di chiedere spiegazioni al riguardo. Ricordo bene che, nell'adolescenza, quando qualche amica mi confidava i suoi problemi, le suggerivo di chiedere aiuto alla voce della sua coscienza, convinta com'ero che dovesse risponderle come accadeva a me.  All'età di venticinque anni, parlando casualmente con un caro amico di famiglia, una persona di grande fede e molto più adulta di me, che aveva esperienza di fenomeni straordinari, accennai alla "voce della mia coscienza". Questa persona mi aiutò a comprendere meglio ciò che mi stava accadendo e mi mise in contatto con P. Bonaventura Maria Raschi, un frate francescano molto noto nella mia città, Genova, per le sue grandi esperienza mistiche. Con il suo aiuto cominciai un  cammino spirituale intenso, che dura a tutt'oggi. Il Signore non mancò di darmi segni esteriori per confermare ciò che avveniva in me. Le rivelazioni che ricevo in quella fase, erano volte a farmi prendere coscienza della realtà dentro di me, a comprendere e mettere in pratica gli insegnamenti che ricevevo e a testimoniare ciò di cui venivo messa a parte, anche se si trattava ancora di una testimonianza ristretta alla cerchia degli amici e dei conoscenti. In questa fase, la figura di Gesù era centrale, e si poneva nella mia vita come il Maestro. Mi preparava alla missione che mi attendeva, senza nascondermi le difficoltà che avrei incontrato e ripetendomi spesso che avrei dovuto parlare di lui a moltissima gente. A poco a poco, altri strumenti si affiancarono a Gesù, a cominciare da Maria SS. , e poi gli angeli, i santi, fino ad arrivare ai fratelli di altri pianeti. Iniziò anche la profonda e toccante esperienza con le anime dei defunti, che venivano a me, col permesso di Dio, a chiedere aiuto e preghiere, nonché le tante e forti esperienze nel campo della guarigione delle radici genealogiche. In tutto questo, cominciava a delinearsi davanti ai miei occhi, un quadro molto vasto dell'opera di Dio; emergeva un panorama di situazioni ed eventi, al cui centro si stagliava nettamente la figura di Gesù, al quale tutto doveva essere costantemente riportato.  La mia vita prese una direzione ben precisa, ed era sempre più chiara in me la determinazione a lasciare tutto per servire Dio, donandogli interamente la mia vita per essere completamente a disposizione dei  suoi piani e desideri. Nel 1994, lasciai la famiglia ed il lavoro, unendomi ad altre persone che credevano nei miei stessi ideali, con le quali vivo anche oggi. Con loro condivido il cammino, le esperienze e l'impegno della testimonianza. Nel 1998, avvenne un'altra svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l'universo, che avrebbe coinvolto l'intera creazione fino a trasformarla; il preludio alla venuta gloriosa di Cristo, la preparazione dell'umanità alla scelta definitiva fra Dio e Satana, fra il bene e il male. Mi fu spiegato che, attraverso questo piano, si sarebbe gradualmente giunti a ricapitolare in Cristo tutte le cose, in cielo e in terra, secondo la definizione dell'apostolo S. Paolo nella lettera agli Efesini (Cfr Ef 1, 8-12). L'azione di Dio, per mezzo di Gesù Cristo, avrebbe portato l'umanità a vivere una dimensione nuova dello spirito, fino a che Gesù stesso avrebbe consegnato l'intera creazione redenta a Dio Padre, alla fine dei tempi. Sarebbe dunque stato un cammino graduale ma inarrestabile.  Nel manifestarmi tutto questo, Gesù mi disse  che le rivelazioni che avrei ricevuto da allora in poi, avrebbero dovuto un giorno essere portate a conoscenza dell'umanità. Dovevo essere pronta a ricevere queste rivelazioni con umiltà e con un atteggiamento di profonda apertura, comprenderle e viverle. Un giorno sarei stata chiamata a testimoniare l'esistenza di tale piano, senza tirarmi indietro, con coraggio e onestà, qualunque fosse il prezzo da pagare. Da allora ad oggi, le rivelazioni che ricevono proseguono nella spiegazione dettagliata del piano di Dio di ricapitolare tutto l'universo in Cristo. Di questo ho parlato in tutti i miei libri, e questo testimonio a chiunque sia interessato a conoscere ciò che Dio sta facendo nella creazione a favore dei suoi figli. Venendo alla domanda iniziale, direi che la rivelazione più importante fra le tante che ho ricevuto, è proprio quella riguardante l'esistenza e la realizzazione del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose. Penso che questa rivelazione sia l'asse portante di tutte le altre, il punto focale verso il quale convergono tutte le conoscenze che ho acquisito lungo gli anni, attraverso le esperienze straordinarie vissute. In questa rivelazione, tutto è costantemente rimandato alla figura di Gesù Cristo, unico Salvatore e Mediatore; la sua morte e risurrezione sono il fulcro di ciò che è, è stato e sarà, il centro dell' azione di Dio che coinvolge vivi e defunti. Perciò ritengo fondamentale questa rivelazione, poiché permette una chiave di lettura di ciò che esiste e accade nella realtà, sulla terra come nell'universo".


Qual è stata la sua prima rivelazione? Come ha vissuto quel momento? Ha avuto paura?
"Come ho già detto, non ricordo un momento preciso della mia vita in cui ho ricevuto la prima rivelazione, dal momento che ho vissuto fin da piccola queste esperienze. Però ricordo un'esperienza in particolare; si tratta di una visione che risale a quando avevo circa cinque anni. Vedevo Gesù crocifisso ed io stavo ai piedi della croce. Il sangue di Gesù mi bagnava ed io ero addolorata e piangevo; avrei voluto salire sulla croce per staccare Gesù e strapparlo a quel supplizio. Ero una bimba di pochi anni e non potevo far niente; inoltre, c'erano tanti uomini cattivi che urlavano attorno alla croce. Poi, ad un tratto, Gesù ha staccato il braccio destro dalla croce e mi ha detto di avvicinarmi a lui; mi ha cinto con il braccio e mi ha sollevato a lui, poggiando la mia testa sul suo cuore. Il suo sangue mi bagnava tutta ed io baciavo il suo petto. Non avevo alcuna paura, ed il dolore era passato, ero felice di stare con Gesù anche se lui stava sulla croce. Questa visione si è ripetuta altre volte nell'infanzia e nell'adolescenza. Attraversando le prove della vita, compresi che cosa volesse dire per me quella visione: significava stare con Gesù, in ogni situazione, unirmi a lui anche nel dolore, e che lui non mi avrebbe mai lasciata sola. Così è stato e posso testimoniarlo; il braccio potente di Gesù mi ha sempre sostenuta e mi ha dato la forza e la grazia di testimoniarlo, anche attraverso ciò che scrivo, anche in questo momento".


Si è chiesta perché è stata scelta proprio lei per ricevere queste rivelazioni?
"Certo che me lo sono chiesta! Se nell'infanzia recepiamo le esperienze con semplicità e senza troppe domande, crescendo vogliamo conoscere ciò che ci accade; credo sia così per tutti. Arrivata alla giovinezza, e alla consapevolezza della natura straordinaria delle mie esperienze, cominciai a chiedermi perché questo capitasse proprio a me. Non avevo cercato nulla, né ero mai stata una persona particolarmente ambiziosa o desiderosa di mettermi in mostra. Anzi, ero piuttosto timida e riservata, e non mi allettava molto l'idea di dovermi un giorno esporre alla curiosità della gente. Finché un giorno Gesù mi disse: "Se io ho scelto proprio te, chi sei tu per discutere la mia scelta"?  Da quel momento compresi che nessuno di noi è migliore di altri e che è Dio a scegliere, non noi. Lui sa perché mi ha scelta e mi conosce ben più di quanto mi conosca io stessa. Capii anche che la volontà di Dio su di noi si può accettare o meno, la si può comprendere o meno; una cosa sola non si dovrebbe mai fare: metterla in discussione. E così è stato per me. Non sempre ho capito subito, e non sempre sono stata immediatamente pronta ad accettare, perché sono un essere umano con i miei limiti e le mie fragilità; però non ho mai discusso con Dio, mi sono lasciata portare dalla sua mano, anche ad occhi chiusi, anche quando mi ha chiesto di camminare sulle acque (cfr Mt 14, 22-33). Così facendo ho potuto sempre arrivare a capire ed accettare tutto. Tra l'altro, Gesù mi ha sempre spiegato che lui non chiede a nessuno di credere in qualcosa che non riesce a capire; ci è sempre data la luce interiore per comprendere ciò che ci viene chiesto, perché siamo esseri liberi. Dio rispetta la nostra libertà fino in fondo e ci chiede di aderire liberamente alla sua volontà. Se mi accade di non capire subito, chiedo a Dio di guidarmi e di donarmi la grazia per comprendere, e la luce arriva sempre. Gesù si aspetta da me che io per prima comprenda ciò che mi viene mostrato e spiegato, e che lo metta in pratica nella vita di ogni giorno. Questo mi sembra perfettamente logico: se io non vivo ciò di cui parlo agli altri, come potrò essere credibile? Non mi sento chiamata a divulgare delle belle teorie, o a manifestare qualche fenomeno; ma a testimoniare ciò che ho vissuto, ciò che è sceso dal cielo per incarnarsi in me, attraverso la mia fede, la speranza e l'amore, anche attraverso la fatica del mio vivere quotidiano. Sì, la fede è dono ma anche conquista, e nell'esperienza della vita sulla terra è ben presente la lotta contro il male, il limite e la corruzione. Però la mia esperienza è che offrendo la vita a Dio, le difficoltà che dobbiamo affrontare non sono mai superiori alla forza che ci viene donata. Oggi non mi pongo più alcuna domanda sul perché sono stata scelta proprio io; quello che veramente mi interessa è come rispondere al meglio ai desideri del Signore e come partecipare pienamente alla sua azione, rimettendomi completamente a lui, e donandogli al vita incondizionatamente. Non posso dire di essere perfetta, nessuno lo è, ma mi sforzo per fare del mio meglio. Dio gradisce il nostro impegno generoso. Più che i risultati, a lui interessano la purezza delle nostre intenzioni, e la rettitudine della nostra coscienza".


Oggi si parla molto di avvistamenti di ufo e alieni. Lei ha preso nettamente le distanze da qualsiasi paragone tra le sue rivelazioni e gli avvistamenti ufologici o gli orientamenti new age. Può spiegare una volta per tutte la differenza?
"Desidero premettere che ho rispetto per le esperienze di chiunque, e non intendo fare crociate contro nessuno. Se è vero che, nel campo dell'ufologia, talvolta incontriamo una certa confusione,  sono tuttavia convinta che, in questo ambito, ci siano molte persone di valore, che hanno dedicato l'esistenza alla ricerca della verità circa la vita nell'universo, dando un notevole contributo in tal senso. Perciò non ho preso le distanze dalle esperienze di altri ma da un certo approccio all'argomento che non mi appartiene, e mi spiego meglio.  Le mie esperienze in questo campo non partono dall'osservazione dei fenomeni, o da uno studio tecnico-scientifico. Non si tratta neppure della tematica fondamentale nelle rivelazioni che ricevo. Le mie esperienze avvengono nello spirito, quando cioè il mio spirito si unisce a Dio, attraverso la mia donazione a lui e la preghiera. Non sono io a cercare di conoscere. Io mi limito ad offrire me stessa a Dio, prego e mi offro a lui; è il suo Spirito che mi mette in comunicazione con questa realtà, rivelandola ai miei occhi per quella che è in Dio. Non si tratta di qualche sporadico contatto (non sono una contattista), o di qualche isolata rivelazione. Si tratta piuttosto di una comunicazione che fluisce liberamente nello Spirito Santo. Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, ed ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell'universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo. Possiedono la nostra stessa dignità di figli di Dio, e sono destinati come noi a condividere il regno di Dio. Non sono neppure identificati con gli angeli, la cui presenza nella mia vita e nelle rivelazioni è davvero rilevante; questi ultimi sono spiriti puri al servizio di Dio, coloro che aprono la strada al popolo verso la realizzazione delle promesse divine.   Come ho accennato prima, tutto ciò che esiste e si muove nell'universo, rientra nel quadro più ampio dell'azione di Dio in questo tempo, un'azione che sta portando sempre più alla luce tutto ciò che esiste nell'universo. Neppure i santi in paradiso, né le anime dei defunti si sottraggono a questa azione divina, anzi, partecipano pienamente alla realizzazione del piano di Dio di ricapitolare tutto in Cristo. Le stesse forze infernali dovranno fare i conti con la potenza di Dio, che passerà anche attraverso i suoi figli fedeli. Al centro dell'universo sta Gesù Cristo, che sorregge l'intera creazione. La sua opera incessante attira a sé ogni uomo di qualunque pianeta, che, prima o dopo, si troverà a faccia a faccia con lui. Gesù è il Re dell'universo, colui che è venuto sulla Terra per riscattare l'intera umanità dell'universo dal male e dalla corruzione, per rivelare il volto di Dio, ed instaurare il suo regno. Il regno di Dio è il regno di Cristo, fatto di valori e di leggi ben precise, che sono le stesse in tutto l'universo. Il regno di Dio già oggi vive in quanti che lo accolgono. Esso si espande attraverso coloro che ne vivono i valori e le leggi. Tuttavia, dovrà estendersi all'intero universo; perciò l'intera umanità sarà chiamata a decidere se vuole o no far parte di questo regno, o se intende aderire al regno di Satana, i cui valori si esprimono nell'egoismo e nella corruzione. Alla fine dei tempi, Gesù consoliderà definitivamente il suo regno e lo consegnerà a Dio Padre, nella potenza dello Spirito Santo, dopo averlo definitivamente separato dal male e dalla morte. Ne faranno parte tutti coloro che lo avranno sinceramente e liberamente scelto. Sarà questa la nuova creazione, i cieli nuovi e la terra nuova di cui parla la Bibbia (cfr Ap 21). L'azione di Dio in questo tempo, e la missione di quanti si donano a lui, è  quella di portare ad ogni uomo l'annuncio e la testimonianza dei valori e delle leggi del regno di Dio che Gesù Cristo ci ha insegnato. In questa luce vanno lette le rivelazioni che ricevo: esse sono una testimonianza dell'opera di Dio e del suo regno, che è il regno di Cristo.  Direi che le mie esperienze portano ad una visione cristocentrica della vita nell'universo, pienamente calata nel piano di salvezza annunciato nel Vangelo. Ed è proprio la centralità di Cristo che, a mio parere, segna la differenza rispetto all'ambito ufologico, al movimento New Age o ad altre esperienze che, ripeto, non intendo assolutamente giudicare".


Cosa pensa la Chiesa dei suoi libri e delle sue rivelazioni? Che reazioni "ufficiali" ci sono state?
"Fino ad oggi, la Chiesa non si è pronunciata ufficialmente sui miei libri e, più in generale, sulle rivelazioni che ho ricevuto. Ci sono state delle isolate prese di posizione in alcuni ambienti cattolici, che però non hanno mai assunto carattere di ufficialità. L'Autorità ecclesiastica ha il compito di osservare e discernere con la dovuta attenzione e con ragionevole prudenza. Tuttavia, mi piace sempre ricordare che la Chiesa non è costituita solo dalla sua gerarchia ecclesiastica, ma anche dal popolo di Dio. Quest'ultimo, nella storia della salvezza, spesso ha riconosciuto i fenomeni soprannaturali con largo anticipo rispetto alla gerarchia stessa, attraverso un cammino di fede. Se guardo a questa Chiesa, devo dire che i miei libri hanno incontrato un largo favore da parte del pubblico e non solo in Italia; il mio primo libro "Oltre la grande barriera" è già stato tradotto in sei lingue, e altre traduzioni sono in corso. Anche del secondo libro "Riscrivere la Storia - Vol I - Nel pensiero di Dio", sono in corso diverse traduzioni. Sono anche molto soddisfatta dell'interesse mostrato dai lettori nei confronti del sito "www.versolanuovacreazione.it", attraverso il quale viene tracciato un cammino spirituale per quanti sono interessati. I messaggi in esso pubblicati mensilmente, sono stati molto apprezzati, tanto che ne abbiamo tratto un libro intitolato, come il sito: "Verso la nuova creazione". Ricevo inoltre moltissime lettere ed e-mail da parte di persone che mi esprimono stima, e affermano di aver cambiato in meglio la loro vita, grazie alle rivelazioni contenute nei miei libri. Infine, ho incontrato, in questi anni, molte persone interessate a conoscere più approfonditamente gli argomenti trattati nei libri; ho visto in tanta gente un sincero desiderio di amare e servire Dio. Questo, ovviamente, mi riempie di gioia ma, nello stesso tempo, mi fa sentire ancora più responsabile di fronte a Dio e al mio prossimo, e mi spinge ad impegnarmi sempre di più a stare davanti a Dio per migliorare me stessa".  


Sta lavorando a un nuovo libro? Di cosa parlerà?
"Sì, sto lavorando ad un libro nuovo, il secondo volume della serie "Riscrivere la storia". Esso conterrà sicuramente ulteriori approfondimenti delle tematiche già trattate, sempre in linea con il piano di Dio di cui abbiamo parlato. Devo però specificare che non sono io a decidere cosa e come scrivere ma è il Signore stesso a farlo. Neppure il titolo lo decido io. Durante la stesura del testo, poi, sono costantemente accompagnata dalla guida attenta del Signore e dei suoi strumenti, ad esempio gli arcangeli, di modo che non posso spaziare nelle mie fantasie, né imporre le mie interpretazioni. Ciò non significa che io sia passiva o distaccata, tutt'altro! Mentre scrivo un libro, il mio compito consiste nell'essere aperta incondizionatamente all'azione di Dio, mettendo da parte ogni più piccola ambizione o preoccupazione di successo o insuccesso. Devo essere semplicemente uno strumento, una sorta di radiolina che capta le frequenze in modo limpido, senza interferenze. Scrivere questi libri ha rappresentato per me un cammino nel cammino. Tutto ciò che ho scritto, l'ho prima vissuto dentro di me. Posso affermare che ogni libro ha segnato anche una tappa importantissima del mio cammino personale. Torno a ripetere che sono stata chiamata per prima ad accogliere, credere e mettere in pratica gli insegnamenti che ho ricevuto. Il Signore non mi ha mai chiesto di essere un semplice "ripetitore di messaggi", ma una persona libera e consapevole, che comprende e partecipa con tutta se stessa agli avvenimenti dello spirito. Sono consapevole che solo in tal modo posso essere uno strumento fedele dell'azione di Dio".


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martedì 29 marzo 2011

Forme di vita extraterrestri sulla Terra in tre meteoriti. - Business Online

Sarebbero arrivati sulla Terra ?a bordo? di tre meteoriti Alais, Ivuna e Orgueil, forme di vita extraterrestri. Questa sarebbe la scoperta dell'astrobiologo Richard B. Hoover del Marshall Space Flight Center della Nasa, che in un articolo nell'ultima edizione del Journal of Cosmology ha scritto di aver scoperto dei batteri fossili sotto la crosta di tre meteoriti, Alais, Ivuna e Orgueil, appunto, rinvenuti tra i ghiacci perenni dell'Antardide.


Si tratterebbe di frammenti di roccia provenienti da una meteora madre, caduti sulla terra e rimasti imprigionati nel clima polare. Secondo Hoover non c'? alcun dubbio che i batteri fossili scoperti in Antartide siano di natura extraterrestre e l'analisi al microscopio elettronico dimostra che queste forme di vita aliene sarebbero cianobatteri simili alle alghe azzurre.


La modalit? con cui questi batteri sarebbero arrivati sulla terra, dimostrerebbero la teoria della panspermia, secondo cui le forme di vita passerebbero da una pianeta all'altro attraverso i corpi celesti e la vita sulla Terra sarebbe giunta appunto dallo spazio.


Autore:


Marianna Quatraro


pubblicato il 07/03/2011 alle ore 14:09:10


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lunedì 28 marzo 2011

NASA, la vita altrove - Punto Informatico

Roma - L'ipotesi più affascinate, quella che più di ogni altra spinge a guardare ed esplorare il cielo, si arricchisce di un nuovo commento che arriva dalla NASA e inevitabilmente riaccende il dibattito: ci sarebbero prove di vita extraterrestre.

Stavolta non si tratta di supposizioni statistiche, ma di prove che l'astrobiologo Richard Hoover afferma di aver trovato su meteoriti atterrati sulla Terra.

Lo scienziato del Marshall space flight centre in Alabama dice di aver individuato filamenti e altre strutture che risulterebbero essere fossili microscopici di esseri extraterrestri, alcuni assomiglianti a phylum di batteri cyanobacteria conosciuti con il nome di alghe azzurre, altre a un batterio chiamato titanospirillum velox.

Le sue scoperte sono documentate su un articolo scientifico pubblicato dal Journal of Cosmology. In esso l'astrobiologo sostiene la tesi per cui la vita sul nostro pianeta può aver avuto origine extraterrestre: "Le implicazioni sono che la vita è ovunque e che la vita sulla Terra possa essere giunta da altri pianeti". La teoria, cosiddetta panspermia, ha avuto altri sostenitori tra cui un altro ricercatore della NASA, David McKay, che nel 1996 affermava di aver trovato tracce di forme di vita marziana su un meteorite recuperato nel 1984.

Dal momento che la materia è molto controversa e dibattuta (e in casi precedenti - ha notato un altro scienziato NASA - prove simili sono state poi smentite) il giornale ha invitato la comunità scientifica ad analizzare i risultati e commentarli: tutti verranno pubblicati accanto all'articolo. Con la mobilitazione di 100 esperti e inviti ad oltre 500 scienziati si tratta di uno degli scrutini più accurati, dice lo scienziato e redattore capo del Journal of Cosmology Rudy Schild, "cui è stato sottoposta una ricerca nella storia della scienza".

I test di laboratorio sembrano aver confermato che i filamenti non sono il risultano di una contaminazione dell'asteroide dopo il suo atterraggio sulla Terra: non è stato rilevata in essi la presenza di azoto, costituente fondamentale delle molecole organiche terrestri.

Davanti l'agenzia spaziale statunitense si apre un futuro all'insegna del ridimensionamento: il nuovo budget ha già costretto a politiche certamente nuove per la NASA, come la scelta di riciclare pezzi di vecchie navicelle per i primi voli commerciali o come il pensionamento del Discovery e la necessità futura di chiedere passaggi alle altre agenzie spaziali in attesa dei primi voli aerospaziali di privati. Gli alieni sono una delle poche notizie che potrebbero far tornare a crescere il fascino verso l'esplorazione dello spazio e, magari, far crescere anche i fondi a disposizione.

Claudio Tamburrino


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Forme di vita extraterrestri sulla Terra - La Voce d'Italia

Scienza e fantascienza Ritrovati batteri primitivi in alcuni meteoriti dell?Antartide Milano – I ricercatori del Marshall Space Flight Center della Nasa, guidati dall’astrobiologo Richard B.Hoover, hanno rilevato delle forme di vita extraterrestri molto primitive in alcuni meteoriti precipitati millenni fa in Antartide. Lo conferma anche il Journal of Cosmology, che ha pubblicato un interessantissimo articolo sulla teoria della panspermia, secondo la quale “la vita sarebbe giunta sulla Terra e sugli altri pianeti dallo Spazio”.

Hoover e i suoi compagni hanno rinvenuto alcuni batteri fossili che ricordano lontanamente le cosiddette alghe azzurre, scientificamente conosciute come ciano batteri. Grazie alla tecnologia di ultima generazione del Field Emission Scanning Electron Microscopy, gli studiosi del Marshall hanno stabilito la provenienza extraterrestre dei batteri esaminati.


Le piccole e primitive forme di vita si sarebbero dunque formate e sviluppate precedentemente al loro impatto con la superficie terrestre.


A.G.


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domenica 27 marzo 2011

HAARP UGUALE TERREMOTI: BUFALA O VERITÀ? - Come Don Chisciotte

Ecologia IL PROBLEMA NON ? COS? SEMPLICE COME SI CREDE.

DI ROBERTO QUAGLIA ? Roberto.info

I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie:
gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango.
George Orwell

Qualche giorno fa ho scritto un articolo sulla possibile relazione fra HAARP ed il terremoto in Giappone. Le reazioni suscitate dall?articolo sono per certi versi pi? interessanti del mio pezzo stesso.

L?articolo in questione si intitolava ?Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale?? il quale dopo essere stato ripreso da vari siti di controinformazione ha avuto un notevole successo di pubblico. Solo che su Comedonchisciotte ? stato letto da oltre 16.000 persone in un paio di giorni, credo una sorta di record storico per un articolo di controinformazione. Molti altri lettori ci sono stati su Megachip e presumibilmente su i molti blog che hanno clonato il pezzo.

Perch? cos? tanti lettori? E quali sono state le reazioni?

Molte reazioni positive, cos? come alcune reazioni isteriche, tramutatesi in invettive nelle zone commenti dei vari blog. L?aspetto pi? interessante sono proprio queste reazioni isteriche. Poich? nessuno obbliga nessuno a leggere ci? che ad uno non piace, ? interessante chiedersi perch? cos? tanta gente legga ci? che poi li fa andare su tutte le furie. Masochismo? No. Peggio. Tutto inizia a causa dell?inadempienza dei giornalisti.

In ogni una societ? che si dice democratica c?? una classe di persone che viene lautamente pagata per informare la comunit? su ci? che di importante avvenga nel mondo. Si tratta dei giornalisti, che per? sempre pi? spesso evitano accuratamente di occuparsi in modo onesto dei temi che pi? contano. Nell?ideologia democratica, un giornalismo libero ed onesto ? considerato uno dei principali ?indicatori? per giudicare la democraticit? di una nazione. Hollywood ci ha raccontato in tutte le salse la favoletta che i giornalisti sono sempre a caccia di clamorosi scoop per vincere il premio Pulitzer. La seduzione del mito ? dura a morire. Ma nella realt? dei fatti, quando un giornalista osa fare uno scoop di quelli veri, se gli va bene perde il posto ? volete una lista di giornalisti americani ed europei che hanno perso il lavoro per avere insistito a parlare di cose di cui dovevano solo tacere? E se va davvero male, si perde anche di pi? del lavoro, come l?esempio dello scrittore-giornalista Hunter Thompson insegna, del cui caso ho gi? parlato ne Il Mito dell?11 Settembre (se volete potete provare a sbirciare nella versione su Google books alla ricerca dell?episodio). Discussi en passant di queste cose anche durante una presentazione a Torino del mio suddetto libro, assieme a Vattimo e C?ndito, ed i curiosi possono guardarsi qui sotto il video della discussione.[1]


Presentazione libro "Il Mito dell'11 Settembre"... di robertoquaglia

L?inadempienza dei giornalisti ? un problema grave e potenzialmente letale che affligge la nostra societ? contemporanea. In una societ? sana le funzioni necessarie sono tipicamente spartite fra gli individui, ognuno dei quali si specializza a fare qualcosa di cui ci sia bisogno. Lo specialista del pane fa il pane e sfama gli altri, lo specialista delle malattie fa il medico e cura gli altri, lo specialista delle notizie fa il giornalista ed informa gli altri su ci? che succede. Uno dei motivi per cui la societ? sta in piedi ? che la gente si fida che chiunque abbia una delega a fare qualcosa per tutti, poi la sappia anche fare e soprattutto la faccia. Quello che sta accadendo oggi nel mondo occidentale purtroppo ? che coloro che hanno la delega ad informarci su ci? che avviene di importante per le nostre vite sono in realt? inadempienti. Sono profumatamente retribuiti per una mansione che svolgono solo per ci? che riguarda le notizie pi? triviali e meno significative. E sulle questioni veramente importanti, a partire dall?11 settembre e le numerose guerre da esso derivate ? tacciono oppure mentono spudoratamente. Quando Cossiga nel 2007 dichiar? al Corriere della Sera che l?11 Settembre fu un complotto interno, nessun giornalista di nessun altro giornale os? neppure alla lontana avvicinare Cossiga per approfondire uno scoop cos? esplosivo e ricco di implicazioni. E Cossiga era un ex presidente della Repubblica, mica robetta. Lo stesso giornalista che lo intervist? non os? approfondire. Magari chiedere: Presidente, ? sicuro di ci? che sta dicendo? Ma sta scherzando? Ci pu? dire di pi?? Nulla. Riport? la dichiarazione senza commentare. Sfido chiunque a dire che ci? sia normale, in sintonia con l?ideologia democratica.

Questa condizione ? potenzialmente molto destabilizzante. Soprattutto quando i nuovi media come Internet sono efficienti nel veicolare informazione non irrigimentata. Il risultato ? una lenta (in realt? neppure tanto lenta) erosione della fiducia che la gente conserva nei confronti della categoria dei giornalisti cui la societ? ha delegato la responsabilit? di informare. La percentuale di popolazione che non ha pi? nessuna fede in ci? che dicono giornali e telegiornali ? ancora relativamente bassa, ma ? in costante crescita. E la costante perdita di autorit? da parte di chi tradizionalmente veicola l?informazione crea un vuoto di punti di riferimento. In una societ? normale il cittadino medio non dispone di ore ed ore da dedicare tutti i giorni alla ricerca e all?analisi di informazioni attendibili, una volta che si ? incrinata la sua fiducia verso chi ? pagato per fornirgli con regolarit? quel servizio. Non ha tutto questo tempo, perch? giustamente deve occuparsi del proprio lavoro, della famiglia, dell?amore, della buona cucina, delle vacanze e delle altre cose pi? importanti e gradevoli in una vita. Per mantenere una propria stabilit?, la fede nella credibilit? di chi gli fornisce le importazioni verr? quindi difesa fino allo stremo, spesso al costo di chiudere gli occhi anche di fronte all?evidenza. Ma da un certo momento in poi, fatalmente scatta il cambio di paradigma. Il velo dell?inganno (e soprattutto dell?autoinganno) si lacera definitivamente, e da quel momento sono guai. Alla ricerca ansiosa di nuovi punti di riferimento, il cittadino finir? spesso e facilmente preda di falsi profeti, che assieme alle nuove verit? gli propineranno anche le nuove bugie. Spesso questa ? una vera e propria strategia di disinformazione, poich? il modo migliore di screditare una verit? scomoda ? di associarla a bufale idiote. Il proliferare di siti che allo stesso tempo denunciano i misfatti dell?11 settembre e ti raccontano quella dell?uva sulle ultime vivisezioni di alieni nell?Area 51 con tutta probabilit? si spiega cos?. Una volta creata l?associazione assurda fra questi tipi di memi, questa rimane e si diffonde.

La societ? occidentale si trova quindi in piena crisi ontologica. I criteri in uso per distinguere il vero dal falso, ci? che ? da ci? che non ?, si stanno rapidamente disgregando.

Quanto detto sinora probabilmente spiega come mai cos? tante persone siano disposte a leggere il mio articolo su HAARP, anche quelli che mai avrebbero voluto leggerlo. Anche fra i cittadini pi? ortodossi, che ancora hanno fiducia nell?informazione del sistema, a livello pi? o meno inconscio esiste il seme del dubbio che ormai il giornalismo dei grandi mass media sia tutta una farsa. Altrimenti non avrebbero ?perso tempo? a leggere un pezzo che per il loro modo di vedere le cose non aveva a priori alcuna possibilit? di essere vero, dato che non ne aveva parlato il tigg? (o la propria testata giornalistica preferita). Ma il meme che i giornalisti siano inadempienti ? ovvero traditori ? ? ormai nell?aria, e nessuno ne ? pi? completamente immune. E questo peraltro spiega anche gli sconclusionati insulti che una piccola minoranza ha reputato di indirizzarmi dopo aver letto il pezzo. Si cerca di esorcizzare il rischio, di cui l?inconscio ? conscio (mi si perdoni il gioco di parole), che quanto si sia letto abbia qualche fondamento nella realt?. Se a me si proponesse per la lettura un articolo sulla avvenuta invasione di rettiliani extraterresti, non credo proprio che lo leggerei, reputandolo a priori una perdita di tempo. Si leggono solo le cose che si presume possano servirci a qualcosa, che possano contenere informazione utile. Quando per caso ci capita lo stesso di leggere delle cagate, l?ultima cosa che si fa ? perdere ulteriore tempo a commentarle poi per iscritto!

Quando per? le cose che abbiamo lette turbano i nostri preconcetti, l?oblio semplice non ? pi? un?opzione e ci si deve sobbarcare a riti scaramantici e sacrificali per eliminare il meme insidioso dalla nostra mente. E allora ci si appiglia a tutto, anche ad una virgola fuori posto, pur di annichilire nelle nostre menti il valore di una tesi scomoda ed il sospetto che in essa ci possa essere del vero. E? una variazione della solita vecchia storia di chi vede pagliuzza negli occhi altrui perdendo di vista la trave che alloggia nel proprio.

Nel mio articolo su HAARP io essenzialmente esordivo con una domanda ? presentavo dei dati ? e chiudevo con un consiglio. La domanda esprimeva un dubbio lecito (come tutti i dubbi): Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale? Il consiglio finale era: Che si mandi qualcuno a controllare HAARP cos? ci togliamo questo fastidioso dubbio. Per il resto, ho esposto un po? di dati che sembrano delineare un pattern, rispondere ad uno schema. Ed ovviamente il mio tono era pregno del dubbio che ci sia qualcosa che non quadri.
Si sottolinei il fatto che nel mio articolo non enunciavo certezze, ma paventavo un dubbio. Ed ? interessante (ed emblematico?) notare quanta aggressivit? generi in molte persone qualsiasi informazione che instilli in loro un dubbio. Notai per la prima volta il fenomeno con la storia dell?11 settembre. Perch? il dubbio ? destabilizzante, tende a costringere il cervello ad occuparsi di problemi dei quali si preferirebbe non occuparsi e, qualora si riveli fondato, obbliga a ristrutturare pesantemente la propria visione del mondo, rottamando modelli mentali frutto a volte di anni ed anni di ragionamenti, un investimento che la maggior parte della gente non ? disposta a gettare alle ortiche. Il dubbio ? l?unico omaggio di cui quasi nessuno ti sar? mai grato. Se non credete a me, interpellate un buon psicologo.

La forma mentale che percepisce la conoscenza in termini di certezze ? fondamentalmente la forma mentale religiosa, che come un computer a logica binaria riesce ad afferrare solo i concetti di vero o falso, bianco o nero, buono o cattivo, senza le sfumature intermedie in cui la realt? invece consiste.

Gi? gli antichi greci avevano teorizzato la epoch? (??p????), ovvero il processo cognitivo della sospensione del giudizio, in parole povere l?astensione da un determinato giudizio o valutazione, tutte le volte che non risultino disponibili sufficienti elementi per formulare il giudizio stesso.

Ecco, questo ? probabilmente l?atteggiamento corretto che dovremmo avere di fronte al tema posto dal mio articolo, e molti altri in quest?epoca cos? complessa. Ne erano capaci i greci gi? millenni or sono, e adesso nessuno sa pi? come si fa. Bisogna reimparare.

Siamo certi che HAARP pu? causare terremoti?

Ma nemmeno per sogno. Non abbiamo dati a sufficienza per avere questa certezza.

Siamo allora certi che HAARP non possa causare terremoti?

Ma nemmeno per sogno! Il pattern di indizi inizia ad essere troppo pesante per poterlo archiviare a cuor leggero nel novero delle illusioni cognitive, senza i dovuti approfondimenti

E? vero che la mente umana ? facile preda di illusioni cognitive, allucinando relazioni inesistenti fra elementi esistenti. Ma ? altres? facile preda del sintomo opposto ? le cecit? cognitive, ovvero l?incapacit? di notare una relazione fra cose che una relazione hanno, soprattutto quando ci? turbasse i nostri preconcetti. C?? un discreto video di TED (sottotitolato anche in italiano) che parla di questi problemi della mente umana. Cita a giusto esempio le cialtronerie su alieni come un classico frutto di illusioni cognitive.

Il protagonista del video, Michael Shermer, ? tuttavia per nulla convincente quando in altra sede parla delle faccende di September 11. Per tale tematica egli reputa evidentemente pi? opportuno unirsi al coro.

Veniamo ad un altra reazione interessante al mio articolo. Occasionali attacchi ad personam, una tattica consigliata da Schopenhauer a suo tempo per ottenere ragione quando non la si ha, e peraltro usati abbondantemente nella societ? odierna, in televisione e sui giornali. Sminuendo con qualche pretesto l?autorit? di chi parla, si toglie credibilit? da quello che dice agli occhi di chi crede o non crede a qualcosa solo in base all?autorit? di chi la dice. Chi usa questo trucchetto per convincere gli altri, pu? essere in cattiva fede, oppure no. Nel primo caso ? un furbone, ed eventualmente gli va la nostra ammirazione tecnica (se ci piacciono i furboni). Nel secondo ? solo un poveretto. Usando questo truccaccio contro se stessi, altro non si fa che certificare e suggellare la propria impotenza intellettuale. A costoro pu? andare solo la nostra compassione.
Gi? oltre cent?anni fa Karl Kraus disse: ?Le buone opinioni non hanno valore. Ci? che importa ? chi le ha?. Nulla di nuovo sotto il sole.

Avendo menzionato Michael Shermer, possiamo dedicare una nota al suo emule italiano, Paolo Attivissimo, non fosse altro perch? egli ha dedicato una nota a me.

Dobbiamo essere grati ad Attivissimo per avere ancora una volta brillantemente smontato l?ennesima ridicola teoria del complotto. Secondo una pratica consolidata Attivissimo esordisce con i soliti insulti di rito rivolti ai ?complottisti? di turno (e stavolta ci sono anch?io); per quanto possa apparire bizzarro agli occhi delle persone intelligenti, condire le proprie dimostrazioni logico-scientifiche da raffiche di insulti gratuiti permette di convincere moltissime persone, dato che la maggioranza della gente, ubbidendo ad antichi istinti animali, avverte di dovere decidere da che parte stare in un litigio e quindi irriflessivamente preferisce identificarsi con gli insultatori che con gli insultati. Anche l?uso di questa tattica veniva suggerito gi? da Schopenhauer un paio di secoli fa, per ottenere ragione quando non la si ha. In effetti, oltre ai due trucchi appena menzionati, ce ne sono altri 36. Se ci tenete cos? tanto a vincere a qualsiasi conto le vostre discussioni quando in realt? avete torto, vi consiglio l?acquisto dell?ottimo L?arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi (Piccola biblioteca Adelphi).

Non crediate tuttavia di poter poi fregare chi questi trucchi li conosca benissimo.

Una volta espresse con lo stile a lui pi? congeniale le sue emozioni nei confronti dei soliti complottisti, Attivissimo passa alla dimostrazione logico-scientifica del perch? HAARP non possa causare terremoti. Questa in buona sostanza consiste nel consultare la pagina ufficiale di HAARP per vedere se c?? scritto se pu? provocare terremoti. Accipicchia che idea brillante. Degna del Gruppo TNT. Infatti Attivissimo dichiara trionfante che HAARP ha una potenza di 3,6 Megawatt, insufficienti a provocare alcunch?.

Beh, su questo punto non si pu? ovviamente che dargli ragione, 3,6 Megawatt diviso 180 antenne sono solo 20 kilowatt ad antenna, in pratica 10 ferro da stiro (oppure 20 ferri da stiro? La domanda sembra gratuita, ma non lo ?. E? pieno in giro di minorati mentali pronti sbraitare trionfanti che il mio articolo non valga un cazzo perch? ho sbagliato il kilowattaggio di un ferro da stiro usando oltretutto la parola kilowattaggio che nella lingua italiana forse non esiste neppure)

E con quale geniale investigazione il Nostro ha scoperto che HAARP consuma solo 3,6 Megwatt?

Consultando il sito ufficiale di HAARP.

Vediamo se abbiamo capito bene la logica di questa raffinata tecnica investigativa.

? come se un investigatore andasse a casa di un individuo sospettato di avere assassinato qualcuno con un?arma da fuoco e notando una pistola in un cassetto, senza esaminarla chiedesse al sospettato di che cosa si tratti. L?indiziato di assassinio risponde: ?E? una pistola ad acqua? ed il commissario conclude: ?Bene. Mi fa piacere. E? ovvio che non pu? avere ucciso nessuno con una pistola ad acqua.? E se ne va, chiudendo l?indagine senza neppure dare un?occhiatina per controllare che la pistola sia effettivamente ad acqua.

Ho qualche dubbio che Shecklock Holmes o Poirot sarebbero stati in grado di elevarsi al livello di cotanto genio investigativo, ma l?ispettore Clouseau certamente ci sarebbe riuscito.

Adesso che abbiamo scoperto le affinit? elettive che uniscono Attivissimo a Clouseau, il buon Paolo ci ? gi? pi? simpatico.

Un po? meno simpatici sono i suoi lettori, a giudicare dal livello medio dei commenti a tale brillante dimostrazione, sui quali ? meglio stendere un velo pietoso. La saggezza popolare ci insegna che ognuno alla fine ha il pubblico che si merita. Massimo Mazzucco ha dipinto un lucido ritratto di questi soggetti, la cui prima parte potete ammirare nel video sottostante (le parti successive le trovate su Youtube):

Per sapere se HAARP gioca con potenze da ferri da stiro o con ben altre forze, temo proprio che dovremmo scoprirlo in un altro modo.

Gi? nel mio articolo precedente avevo inserito il link ad un sito universitario che riporta un articolo della rivista Popular Science, datato 1995, ma forse in pochi lo avevano cliccato ed avevano approfondito. Qui viene presentato il progetto HAARP all?epoca della sua realizzazione e si menziona il fatto che esso sarebbe finalizzato ad esercitare influenze sul clima, con tutte le doverose preoccupazioni del caso. E la potenza menzionata di HAARP ? di? 1,7 Gigawatt. Un miliardo e settecento milioni di Watt. La quantit? di dettagli riportati non hanno decisamente l?aria di essere stati inventati di sana pianta da un giornalista impazzito, considerando che sono stati scritti in epoca non sospetta, quando non esisteva alcuna ?teoria del complotto? su HAARP. Era ancora il mondo pre-11 settembre, il World Wide Web are appena agli inizi e il ?complottismo? non era ancora di moda. E poi, a chi avrebbe giovato creare una bufala tale, su Popular Science, una rispettatissima rivista scientifica, fondata nel 1872 e vincitrice di oltre 58 premi per la propria qualit??

Dobbiamo quindi essere grati ad Attivissimo-Clouseau, il quale inavvertitamente ci ha fatto notare questa sorprendente discrepanza fra i dati diffusi inizialmente riguardo ad HAARP (mediante giornalismo come si deve, quello che si procura documenti interni al progetto e li pubblica) e quelli ufficiali contemporanei. Al lettore la libera scelta: credere ai dati forniti dal sospetto colpevole o quelli di una prestigiosa rivista scientifica in epoca non sospetta? L?esistenza stessa di una tale discrepanza ? in effetti un indizio pi? pesante di molti altri riportati in precedenza. Perch? mai contare balle sulla effettiva potenza del proprio impianto se non c?? nulla da nascondere? Prima di proseguire nella lettura, il lettore dovrebbe prima rispondere in cuor proprio a questa semplice domanda.

Se HAARP ? in grado di sparare 1,7 Gigawatt nella ionosfera, non si pu? pi? considerare triviale la discussione se questo possa avere effetti di tipo sismico. Perch? la strana relazione fra ionosfera e terremoti ? una realt? divulgata dalla NASA. La notizia ? stata riportata dalla BBC, e qualcuno ne ha parlato anche in Italia. In particolare si osservano variazioni nella ionosfera qualche giorno prima dei grandi eventi sismici. Questo vuol dire che HAARP provoca i terremoti? No, non vuol dire che HAARP provoca i terremoti, vuol dire per? che non ? stupido cercare di capire se possa provocare terremoti oppure no. E che ? invece stupido il contrario, accettare le verit? rivelate rinunciando a sottoporle a qualche verifica ogni tanto, a maggior ragione quando per chi ha un po? di naso la puzza si fa insopportabile. Soprattutto dopo avere verificato con l?esperienza che le verit? rivelate sono spesso solo delle gran balle. Che poi HAARP sia in grado di causare o solo di predire gli eventi sismici, questo ? ci? che solo una seria indagine pu? stabilire. Di sicuro l?unico soggetto a cui non lo poi chiedere ? al sospetto colpevole, reso ulteriormente sospetto dall?avere apparentemente falsificato i dati in merito alla propria potenza.

Qualche lettore ha voluto evidenziare che non tutti i terremoti sono predetti da HAARP mediante il buco nei suoi dati nei giorni precedenti all?evento sismico, e non tutte le volte che c?? tale buco, poi si verifica un terremoto importante. (Chi non ha letto il mio articolo precedente lo trova qui.) Bisogna che ci rendiamo conto che non dobbiamo ragionare con la stessa logica che useremmo per decidere sulla affidabilit? dei cartomanti che ci danno i numeri del superenalotto. La faccenda ? un po? diversa. Primo: la tesi che HAARP causi i terremoti non vieta che posano verificarsi anche terremoti naturali. Secondo: Non ? detto che tutte le volte che ci sia quel buco nei dati ci debba per forza essere un evento sismico. Non sappiamo neppure che cosa quel buco nei dati esattamente significhi! Il dato sospetto ? che nella maggioranza dei casi quei buchi nei dati avvengono prima di sismi importanti per gli esseri umani. Ci sono anche un sacco di sismi in mezzo ai mari che hanno un impatto zero sulla vita umana, e la maggior parte di questi mi pare che non siano preceduti da buchi nei dati di HAARP. In attesa che qualche smanettone abbia voglia di scrivere uno script che passi al setaccio i grafici di HAARP e analizzi e correli tutti questi dati, parliamo di dati incompleti. Sufficienti a destare il nostro interesse e sospetto, ma insufficienti a dimostrare alcunch?.

Ho notato che altra gente giunge a negare a loro stessi addirittura il fatto evidente che gli ultimi anni si sia osservato uno straordinario aumento di terremoti importanti. Qui (o qui sotto, se preferite) vedete che di questo aumento ne parla anche Repubblica TV, che non spicca certo per ?complottismo?. L? si cerca anche di spiegare i motivi di tali incrementi, e ciascuno pu? accontentarsi oppure no delle ipotesi esposte.

Nel caso dei fatti dell?11 settembre, ? noto che nei giorni che precedettero l?evento furono effettuati sulle borse finanziarie gigantesche vendite allo scoperto dei titoli delle compagnie aerei che poi sarebbero state coinvolte dai dirottamenti. Prima degli attentati di Londra del 7 Luglio 2005, la Sterlina sprofond?, presumibilmente per le vendite di chi sapeva che cosa sarebbe accaduto. Sar? mica avvenuto qualcosa di strano sui mercati anche prima del terremoto in Giappone?

Beh, per non deludervi eccovi serviti con un?altra bella coincidenza.

Le grandi catastrofi naturali hanno una ricaduta importante sulle grandi compagnie di assicurazioni. A prima vista uno direbbe che in caso di grandi catastrofi le assicurazioni ci rimettono. In realt?, guardando i grafici azionari di recenti catastrofi come l?uragano Katrina, si nota come esse invece ci guadagnino. Il disastro ? infatti un ottimo pretesto per innalzare i premi assicurativi, e gi? che ci sono le assicurazioni lo elevano pi? di quanto sarebbe dovuto (mica sceme!), quindi i loro guadagni aumentano e di conseguenza le quotazioni. Dunque prima di una grande catastrofe, la cosa migliore sarebbe comprare azioni delle grandi compagnie assicurative, non venderle.

Ed ? proprio quello che ? accaduto in modo clamoroso con le azioni della Lloyds di Londra poco prima del terremoto giapponese. Per tutto il 2010 le azioni Lloyds non sono andate oltre il valore medio di 50-60 sterline, con una punta massima di 79. Nel semestre precedente al terremoto in Giappone sono state attestate intorno alle 60 sterline. Il volume di scambi era solitamente intorno ai 150/200 milioni di azioni al giorno, con qualche isolato caso di 600 o 700 milioni. Pochi giorni prima del terremoto, il 25 febbraio 2011, il volume esplode a 4,2 miliardi di pezzi, facendo salire il prezzo, nell?arco di quel giorno soltanto, fino a quasi 92 sterline ? un apprezzamento del 50%! Nel corso di quella stessa seduta il prezzo torner? ad assestarsi sul suo prezzo fisiologico di 60 sterline. Una cosa del genere o anche solo simile a questa non era mai accaduta, per lo meno nel decennio rappresentato nel grafico sottostante. Insomma, una singolarit?, un evento pi? unico che raro nel settore che pi? sarebbe stato influenzato da un?altra singolarit? che si stava per compiere, un terremoto con tsunami quale non si era mai visto in secoli e secoli. Chi mai ha il peso finanziario per far salire di colpo e con un singolo acquisto il valore di un gigante come la Lloyds del 50%? Una spesa nell?ordine dei 300 miliardi di sterline, effettuata presumibilmente da un soggetto unico. Di chi si tratta. E perch? esattamente lo ha fatto, cos? di botto?

Questa invero curiosa coincidenza ci fa ora allucinare l?ennesimo pattern che non esiste? Oppure i nostri cervelli si rifiutano di vedere uno schema evidente trovando la Teoria delle Coincidenze pi? rassicurante? Qui trovate ulteriori dettagli di questa storia, mentre qui sotto potete verificare i dati sui grafici di finance.yahoo.com. Ognuno interpreter? tutto ci? nel modo a s? pi? consono.

In questo screenshot del sito finance.yahoo.com, preso alle ore 11:37 del 18/03/2011, si riportano le quotazioni della Lloyd?s della borsa di Londra degli ultimi giorni.

In questo screenshot del sito finance.yahoo.com, preso alle ore 11.48 del 18/03/2011, si riportano le quotazioni dell?ultimo anno della Lloyd Banking Group. Emerge chiaramente il volume spropositato delle azioni scambiate il 25 febbraio 2011

Grafico delle quotazioni della Lloyd dal maggio 2000 ad oggi. Emerge sempre e chiaramente il volume spropositato delle azioni scambiate il 25 febbraio scorso.

D?altra parte l?impressione si afferma di vivere in un mondo di crescente magia. E? di questi giorni la notizia che siamo entrati in guerra con la Libia, al fiero fianco del Premio Nobel per la Pace Obama bin Laden ? OOPS, scusate il lapsus, volevo dire al fiero fianco del Premio Nobel per la Pace Obama ed il fido Biden (il suo vice, che dal nome pare scelto per fare pendant con Obama cos? da costituire assieme una trasfigurazione caricaturale del nome del loro pi? acerrimo nemico). Va beh, non si dice cos?, bisognerebbe usare formulazioni politically correct che nascondano la realt? dei fatti, che le nostre menti frastornate non sono pi? in gradi di fronteggiare a viso aperto. L?unica potenza europea che si rifiuta di partecipare all?aggressione ? la Germania. Immediatamente, giunge notizia che all?elicottero con a bordo il Cancelliere Merkel si spengono i motori, che si riaccendono solo dopo un chilometro in caduta libera. Accipicchia che tempismo che hanno queste fortuite coincidenze, nelle quali gli ammalati di complottismo allucinano inesistenti nessi! Se i motori non si fossero riaccesi, sarebbe stato il secondo capo di governo a morire per un incidente aereo in Europa in meno di un anno. E di sicuro c?? un terzo capo di governo europeo che nello stesso anno si ? ritrovato coinvolto in un emergenza aerea, e si tratta di Berlusconi, il cui aereo ? stato costretto a settembre 2010 ad un atterraggio di emergenza per un finestrino difettoso. Tre capi di governo o di stato europei oggetto di emergenze aeree in soli undici mesi (delle quali una con esiti fatali) ? una buona media. Va beh, sono cose che possono succedere. In America la morte relativamente frequente di figure politiche di spicco ? storia nota. C?? chi ha calcolato che i senatori americani avrebbero il 1000% di probabilit? in pi? di morire di incidenti aerei rispetto al reato della popolazione. Pu? anche darsi che questo sia dovuto al fatto che essi volino il 1000% in pi? del resto della popolazione, tuttavia i casi sospetti sono parecchi.

Viviamo in un mondo magico anche perch? Russia e Cina si sono astenuti sulla votazione ONU in merito alla Libia, permettendone a tal modo l?approvazione. Nessuno riesce bene a spiegarselo, visto che sia Russia che Cina non hanno alcun interesse che gli Stati Uniti si pappino il petrolio libico. Eppure, in qualche modo devono essere state convinte entrambe, e gli argomenti di persuasione devono proprio essere stati mooolto convincenti, visto che hanno funzionato con tutte e due. Entrambe esplicitamente contrarie all?attacco, hanno tuttavia rinunciato al loro diritto di voto all?ONU. Sono forse state messe di fronte a ?una proposta che non potevano rifiutare?? Visto che tutte queste cose straordinarie (nel senso di non ordinarie) stanno accadendo tutte nello stesso momento, seppure apparentemente in teatri diversi, la tentazione di scorgervi un disegno ? inevitabile. E l?incredibile e mai visto flagello di incendi che bruci? la Russia l?estate scorsa ed arriv? ad assediare Mosca per settimane intossicandola di fumi, getta altra benzina sul fuoco di quelle che speriamo ardentemente siano davvero solo illusioni cognitive. Probabilmente queste sono davvero solo fantasie, ma non si sa mai.

Ricordare la celebre frase ?In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si pu? star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo.? non ci reca alcun sollievo. A pronunciarla non ? stato un ?complottista? invasato, ma fu Franklin Delano Roosvelt, presidente degli Stati Uniti d?America dal 1933 al 1945.

Per chiudere in bellezza, riportiamo che qualcuno ipotizza che a contribuire all?incidente nucleare giapponese possa inavvertitamente essere stato anche Stuxnet, il virus informatico bellico designato per attaccare i sistemi informatici Siemens delle centrali nucleari iraniane, ma al momento non possiamo saperlo.

Riassumendo: In un processo indiziario, come si fanno in Italia, non so se HAARP la sarebbe cavata. Chi ha gi? qualche annetto si ricorder? che suo tempo Lorenzo Bozano fu condannato all?ergastolo per l?omicidio della ragazzina Milena Sutter sulla base di una serie di indizi mica tanto pi? convincenti di quelli che inchioderebbero HAARP. La differenza ? che nel cervello di Bozano non potevi mandare un ispettore dell?ONU a controllare come stavano le cose, mentre nel sito di HAARP s?. E l?ipotetico crimine di HAARP ? milioni di volte pi? grave di quello di Bozano (quanta gente uccider? il fall-out nucleare nei prossimi decenni?), quindi, non fosse altro che per proteggere la reputazione degli Stati Uniti, a fronte del montare in tutto il mondo di queste urla complottiste una visitina da parte di credibili ispettori dell?ONU farebbe soltanto del bene. Poi, a parte tutto, Bozano probabilmente era colpevole, ma questa ? un altra faccenda.

Consoliamoci con un aforisma di Karl Kraus:

?Il compito della religione: consolare l?umanit? che va al patibolo. Il compito della politica: disgustare l?umanit? della vita. Il compito dello spirito umanitario: abbreviare all?umanit? l?attesa del patibolo e al tempo stesso avvelenarle l?ultimo pasto.?

E che l?atarassia sia con voi.

Roberto Quaglia

Originariamente pubblicato su www.Roberto.info

Su questo ed altro argomenti, oggi 21 marzo 2011 Roberto ? stato intervistato da Teleradiostereo, nella rubrica Ouverture. Dovrebbe essere presto ascoltabile in podcast.

Magari ti incuriosisce anche il libro di Roberto sui retroscena dell?11 settembre (The Myth of September 11), ora edito anche in rumeno (11 septembrie, Mitul)

Notizie inconsuete le trovi su www.Edicola.biz

[1] Perch? i miei conterranei della Liguria non si danno un po? una mossa ad organizzare qualche presentazione del mio libro a casa mia? O magari alle Cinque Terre, che il paesaggio ? pi? bello e la cornice sarebbe surreale?

Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero ? permessa la libera riproduzione di questo testo purch? in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purch? la pubblicazione non abbia carattere commerciale. L?autore si riserva il diritto di revocare tale diritto a siti che ad insindacabile giudizio dell?autore ne dovessero fare un uso inappropriato.

Fonte: http://www.roberto.info
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21.03.2011

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Musica: Sammy Hagar, ex Van Halen, racconta rapimento alieni - Il Sussidiario.net

martedì 22 marzo 2011

(ANSA) LOS ANGELES, 22 MAR - Sammy Hagar, ex cantante dei Van Halen, ha raccontato di essere stato rapito dagli alieni. A 63 anni ha rivelato i dettagli di un'esperienza che ha avuto da bambino: ''Gli alieni hanno scaricato qualcosa dentro di me, o hanno caricato qualcosa per vedere cosa avevo nel cervello''. Il cantante, parlando con Mtv Hive, ha aggiunto che il suo incontro e' stato reale: ''Sapete quanto e' grande l'universo? Se fossimo gli unici la' fuori avrei piu' paura che a pensare che ci siano gli alieni''. Hagar ha gia' raccontato quello che gli e' successo in un libro di memorie, ma potrebbe approfondire la questione in un secondo volume.



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sabato 26 marzo 2011

Il Valore Del Pianeta Terra? Tre Milioni Di Miliardi Di Euro - Paid To Write

Categoria Tecnologia e Scienze  -  Letto da 31 persone  -  Visualizzazioni pagina: 39

A dirlo è un astrofisico della University of California, che ha studiato una formula che riesce a calcolare il valore di qualsiasi pianeta nell'universo. Questa formula tiene conto di una serie di parametri, quali l'età, la temperatura media, la possibilità della nascita di forme di vita simili alla nostra. Ammesso che l'umanità sarebbe d'accordo alla vendita del nostro caro pianeta ad un'ipotetica multinazionale extraterrestre, la cifra da incassare sarebbe stratosferica, tre milioni di miliardi.


Come detto la formula tiene conto di svariati fattori e variabili quali : l'età del pianeta da periziare , la temperatura media, la distanza dal sole e la possibilità della nascita di forme di vita tipo la nostra. Andando a calcolare gli altri pianeti del nostro sistema solare, spiccano i 10.000,00 euro di Marte e l'irrisoria cifra del valore di Venere, qualche centesimo di euro.


L'attenzione del ricercatore si è poi spostata verso i pianeti fuori dal nostro sistema solare scoperti di recente che orbitano intorno ad una stella. Al 90% dei pianeti è stato dato un valore irrisorio, perchè nessuno di essi permette l'attecchimento di una qualsiasi forma di vita che si possa sviluppare in un futuro.




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L'idea di sviluppare una così bizzarra formula, gli è venuta osservando il pianeta neoscoperto Gliese 581c, che per dimensioni e conformazione sembra molto simile al nostro amato pianeta, ma nonostante questo il suo valore non supererebbe i 100 euro. Questo perchè nonostante la somiglianza Gliese 581c, non permetterebbe in alcun modo la formazione della vita sulla sua superficie.


Questa formula potrebbe risultare utile, conclude l'astrofisico, per la ricerca di eventuali intelligenze extraterrestri su altri pianeti. Infatti sarebbe inutile cercarla in quei pianeti che non superino almeno i 60 milioni di euro.

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Abduction: un rapito mostra la banale tecnologia aliena - Newnotizie

Abduction: un rapito mostra la banale tecnologia aliena

Ieri sera è andata in onda su Italia 1 l'ultima puntata della nuova edizione di Mistero, il format condotto da Raz Degan affiancato da alcuni "inviati speciali" tra cui Marco Berry e Daniele Bossari. Proprio Bossari si è reso protagonista, tra gli ultimi servizi proposti, di una "buffa" intervista (visibile a fine articolo) rilasciata da un uomo che sosterrebbe di essere stato (anch'egli) rapito dagli alieni, e dalle cui esperienze di contatto avrebbe acquisito "particolari" capacità che gli permetterebbero di ideare e costruire congegni basati su tecnologia aliena. Ma andiamo con ordine. E' il 22 luglio 1991, giorno in cui avverrebbe il primo contatto tra l'anonimo signore, a bordo del suo motopeschereccio, e gli esseri alieni che costui chiama "siriani", provenienti quindi dalla stella Sirio (?), che ultimamente pare essere molto gettonata dai contattisti. A seguito di tale rapimento e dopo ulteriori contatti avvenuti in tempi successivi, l'intervistato dichiara di ritrovarsi in possesso di particolari capacità intellettive che gli permettono di realizzare dispositivi non ancora intuiti dalla tecnologia umana. Congegni talmente segreti che costringono il "pover'uomo" a rendere l'intervista in forma anonima, in quanto la realizzazione di tali progetti, condivisi - sostiene l'uomo - con un gruppo di scienziati, lederebbe interessi dalla portata inimmaginabile e metterebbe a rischio la sua stessa incolumità. Un valido motivo, quindi, per non mostrarsi, o quasi. Già, perchè o per un errore in fase di motaggio del servizio o per una esplicita richiesta dell'intervistato, il suo volto viene parzialmente svelato (come mostrato nella foto di apertura) a partire dal minuto 12:00 del video di seguito riportato. Come mai questo imperdonabile errore che "metterebbe in serio pericolo la vita di quest'uomo"? E la voce? Nell'intervista appare sempre normale, mai  distorta come si è consuetudine fare per rendere il soggetto irriconoscibile. Perchè? Potrebbe essere la volontà del "semianonimo" mostrarsi in minima parte per godere, chissà, dei famosi 15 minuti di celebrità che magari spera di ricavare dal servizio proposto da Mistero?Arriva poi il piatto forte: un esperimento basato su tecnologia aliena dall'appetitoso sapore, a nostro avviso, di bufala. In buona sostanza il presunto contattista mostra come sia possibile ottenere dall'acqua, grazie ad una reazione chimica (un processo di semi fusione o elletrolisi, non è chiaro) una fonte di energia inesauribile. Peccato che la tale dimostrazione, oltre a non aver convinto del tutto lo stesso Bossari, sembre invece la classica e ben nota reazione di un "generatore di idrogeno HHO", indotta da alluminio, acqua e soda caustica, il cui processo altera il colore dell'acqua scurendolo, proprio come si nota nel filmato, rilasciando per l'appunto calore. Anche l'odore che pizzica la gola di Daniele Bossari è una tipica conseguenza di questo processo, mentre l'elettricità che il "contattista" utilizza nella fase iniziale dell'esperimento parrebbe solo un elemento scenografico, quasi un diversivo piuttosto inutile per tale procedimento. Insomma, questo sarebbe un assaggio di tecnologia aliena? Benchè all'opinione pubblica non è ancora concesso sapere la verità (ammesso che ci sia) sugli Ufo e sull'esistenza degli alieni, è plausibile intuire che una scienza aliena sia lontana anni luce dal banale scoppiettio di acqua bollente. Piccolo inciso: conclusa l'intervista, al rientro in studio con Degan lo stesso Daniele Bossari ha preferito prendere le distanze da quanto gli è stato mostrato dal sedicente contattista, dichiarando:  "non mi sento di dire che è tutto vero perchè io ci sto mettendo la faccia, lui no". Possibile che Mistero abbia quindi volutamente reso riconoscibile il contattista per screditarlo? Qualcuno, telespettatore o lettore che sia, lo ha identificato? PASQUALE GALLANO


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venerdì 25 marzo 2011

Missione: vendetta - Corriere della Fantascienza

Torna la fantascienza di James Patterson con il primo volume della serie Daniel X.

Chi legge i romanzi di James Patterson sa che è un autore poliedrico: scrive non solo ottimi thriller, ma anche romanzi rosa, fantasy e di fantascienza. Famosa è la sua serie Maximum Ride pubblicata da Editrice Nord, la quale propone ora il romanzo Missione: vendetta (The Dangerous Days of Daniel X, 2008) primo volume della serie Daniel X. Questo romanzo è stato scritto con la collaborazione di Michael Ledwidge. Attualmente la serie Daniel X conta quattro volumi. Sono già stati venduti i diritti cinematografici del primo titolo. Il film è in lavorazione. Inoltre dalla serie è stato tratto un videogioco di successo.

Daniel X non ha altri nomi, non si sa se è umano, anzi si pensa che sia un alieno, ma vive sul nostro pianeta e possiede svariati poteri: con la mente può creare oggetti, animali e persone reali che interagiscono con le persone e l’ambiente circostante, ha supervelocità e super forza, può mutare la sua massa e rendersi piccolo come una coccinella e ha una memoria prodigiosa. Era sul nostro pianeta insieme ai genitori, cacciatori di alieni cattivi, perché qui si trovano, da secoli, moltissimi alieni. Aveva tre anni quando i suoi genitori vennero uccisi da un feroce alieno somigliante vagamente a una mantide. Lui riesce a salvarsi trasformandosi in una zecca.

Da quel momento sono passati dodici anni e ora si sente pronto per attuare la sua vendetta e andare a caccia di tutti gli alieni che sono indicati nella lista dei “cattivi” per la quale la Mantide aveva ucciso i suoi genitori. Dopo aver trovato e ucciso l’alieno che si trovava al 19° posto della lista, decide di andare a Los Angeles per uccidere l’alieno Ergent Seth, il numero sei della lista. Ergent sa che Daniel X è arrivato in città. E non si farà trovare impreparato.

Gli autori. James Patterson è uno dei più grandi fenomeni editoriali dei giorni nostri. È il creatore di personaggi famosissimi come il profiler Alex Cross, le “donne del club omicidi” e i ragazzi della serie di Maximum Ride (pubblicata da Nord). È l’autore più venduto al mondo, con centosessanta milioni di copie (più di due milioni in Italia): negli Stati Uniti, ogni quindici libri venduti, uno è firmato James Patterson, per un totale di sedici milioni di copie all’anno.

Michael Ledwidge è figlio di genitori irlandesi ed è nato e cresciuto nel Bronx.  Si è laureato al Manhattan College, è sposato e ha due figli. Oltre a suoi romanzi, con James Patterson ha scritto anche la serie Michael Bennet.

La quarta di copertina. Daniel ha soltanto tre anni e non può sapere che i suoi genitori sono i Custodi della Lista, l’elenco dei criminali alieni più pericolosi che si nascondono sulla Terra. Però lo sa la Mantide, un essere malvagio e spietato che, per impadronirsi di quell’elenco, è disposto a tutto, anche a uccidere.

E a farlo sotto gli occhi di Daniel, che così assiste impotente alla morte del padre e della madre e si salva soltanto grazie ai suoi straordinari poteri.

Sono passati dodici anni da quel terribile giorno, ma Daniel non ha dimenticato. E ha deciso di usare i suoi poteri — la capacità di creare oggetti con la forza del pensiero e di spostarsi alla velocità della luce nonché di avere una forza eccezionale — per vendicarsi, eliminando tutti gli alieni fuorilegge inclusi nella Lista. Ormai sono rimasti solo sei nomi — i sei killer più letali -, e in cima c’è lui, il Numero Uno: la Mantide.

Daniel è l’unico che può trovarlo. È l’unico che può sconfiggerlo.

Daniel è l’unico che può salvare il mondo dalla catastrofe.

Ma Daniel è soltanto un ragazzo…

James Patterson — Michael Ledwidge, Missione: vendetta (The Dangerous Days of Daniel X, 2008)

Traduzione Carla Gaiba, Editrice Nord, collana Narrativa 416, pagg. 232, euro 14,90


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Afrikaa Bambaataa e Zion Train al Livello Undici Ottavi - Lecceprima.it

TREPUZZI ? Preceduti dal ?warm up? del salentino Dj War, sul palco del Livello Undici Ottavi, si esibiranno domani sera (sabato) a partire dalle 23 due artisti di fama internazionale, due ?rivoluzionari dell?amore? che partendo dal cuore della black music hanno scritto pagine fondamentali nella storia dell?hip hop e del roots reggae.

Afrikaa Bambaataa, al secolo Kevin Donovan, creatore del network internazionale Zulu Nation e Neil Perch, fondatore di Zion Train e pioniere del dub inglese nei primi anni ?90, arrivano nel Salento per una ?notte meravigliosamente meticcia?. Livello Undici Ottavi si trova sulla strada statale 7 ter per Trepuzzi a sette chilometri da Lecce. Ingresso a 12 euro con prevendita sul circuito www.bookingshow.com

Berardi Jazz Connection all?Area 51 di Novoli e aperitivo musicale a Sant?Andrea

Il jazz incontra l?Africa in un importante appuntamento previsto venerd? 18 marzo, presso l?Area 51 di Novoli, insieme a Berardi Jazz Connection, guest Kelly Joyce, artista franco africana che porta l?easy jazz e il pop soul nel mondo, attraverso i successi registrati in questi anni.

L?incontro con Berardi Jazz Connection, progetto nato dall?idea di Francesco Lomagistro, fa unire tutte le esperienze di un groove che porta in scena la musica afroamericana, insieme ai suoni jazz di Ettore Carucci al piano, Francesco Lomagistro alla batteria e percussioni, Vincenzo Presta al sax, Andrea Sabatino ala tromba e Luca Alemanno al contrabbasso.

Aperitivo musicale, domenica 20 marzo, a partire dalle 17 al Porticciolo Roots di Sant?Andrea, sulla Torre dell?Orso - Otranto, dove sar? di scena il sound di Tobia Lamare che va dal soul, al funk e all?indie.


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giovedì 24 marzo 2011

Playstation Move Heroes - GameSurf

Le prove saranno di varia natura: si va dalla classica “sopravvivenza” in cui bisogna sopravvivere a orde di nemici che cercheranno di sconfiggerci, a quelle in cui bisogna difendere dei punti-chiave dall'assalto dei medesimi nemici, passando per la ricerca dei piccoli di alieno da riportare alla mamma. In queste prove “dinamiche” verremo equipaggiati con un'arma, sia questa una mazza di qualche genere o una frusta di energia, o ancora una pistola o un “lancia bombe “ a distanza. Di base, tramite lo stick analogico ? possibile guidare il personaggi, mentre tramite il Move si sferrano gli attacchi o si prende la mira. Raccogliendo gli appositi cristalli sar? inoltre possibile attivare l'abilit? speciale del personaggio, la quale pu? andare da un attacco devastante a bonus temporanei.


Altre prove prevedono la raccolta di oggetti, siano essi cristalli o gli onnipresenti alieni, mediante un disco o una palla che vanno lanciati e poi controllati nel loro movimento attraverso il Motion Controller. In queste prove ? necessario mimare il movimento necessario per lanciare l'oggetto, e in seguito orientarlo: di norma il limite ? il tempo a disposizione pi? che il rischio di essere sconfitti da cause esterne. Ogni prova ha tre obiettivi conseguibili - bronzo, oro e argento - ma altri segreti, come vestiti extra, sono nascosti qua e l? nei livelli, e per accedere alle prove pi? elevate bisogner? ottenere anche gli obiettivi “diamante”.

La realizzazione tecnica di PMH non mira certo a far gridare al miracolo, proponendo comunque ambienti, modelli e texture semplici ma puliti, ben animati e nel complesso gradevoli. Certamente il dettaglio aumenta nella cura dei protagonisti piuttosto che degli antagonisti, ma considerando che siamo certamente nel campo del cartonoso possiamo considerare il risultato finale soddisfacente. Discorso analogo per il sonoro, con musiche di sottofondo gradevoli che cambiano quando viene messa in campo qualche abilit? speciale, come il Discotron di Ratchet tanto per dirne una. Il gioco ? interamente doppiato in Italiano, con risultati sufficienti.


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