venerdì 1 aprile 2011

Specie venute da lontano gli alieni che minacciano l'Italia - La Repubblica

Specie venute da lontano gli alieni che minacciano l'Italia Un esemplare di tartaruga azzannatrice

SEMBRA una tartaruga normale, vista da lontano. Solo un po' più grande della media. Per cambiare idea basta avvicinarsi. Becco a rostro, coda lunga e dentellata e mascelle possenti. La tartaruga azzannatrice (chelydra serpentina), capace con uno scatto di staccare un dito a un adulto e una mano a un bambino, è una specie del Nordamerica che in Italia è proibito tenere e importare. Ma a quanto pare tra i collezionisti va di moda, dato che spesso se ne trovano esemplari abbandonati nelle campagne. L'ultimo avvistamento, ai danni di un operaio che stava rifacendo il manto stradale, risale al 16 marzo ad Anguillara, alle porte di Roma. E' il terzo in meno di un anno. Il rettile è solo una delle centinaia di specie "aliene" che minacciano gli ecosistemi italiani e l'incolumità dei cittadini.

LE FOTO

A nulla è servita la "lezione zanzara tigre", che negli anni Novanta ha involontariamente espanso il proprio habitat dai Paesi tropicali all'Europa, viaggiando nell'acqua che stagnava nei copertoni stipati sulle navi. Per debellarla i Comuni spendono una fortuna ogni anno, ma finora l'unico strumento di prevenzione sembra essere il mix zampirone-citronella. L'ultima specie aliena approdata in Italia da Australia e Nuova Zelanda e pronta a indebolire ecosistemi e finanze locali, è l'infestante cozza australiana, avvistata

nel golfo di Sardegna, forse trasportata dalle navi da carico, in fase larvale. Capace di modificare l'habitat in cui vive e di attaccarsi a qualunque cosa (anche ai filari delle cozze nostrane, soffocandole), questa gramigna dei mari è quasi impossibile da eliminare.

Il caso più eclatante è quello della nutria (myocastor coypus), il "castorino" sudamericano inserito nell'elenco delle 100 specie più dannose del mondo a causa della sua capacità di distruggere colture e argini di corsi d'acqua. Fino a qualche decina d'anni fa la sua pelliccia andava per la maggiore, poi la moda è cambiata e i roditori sono stati liberati nelle campagne per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Già nel 2000 le nutrie in Europa erano 250 milioni. Nel frattempo, i danni arrecati a sistemi idraulici e coltivazioni sono incalcolabili. Lo scoiattolo grigio nordamericano (sciurus carolinensis), portato in Italia nel 1948 da un diplomatico statunitense, più che all'uomo i problemi li crea ai propri simili, e in particolare al cugino rosso, destinato a soccombere in caso di convivenza forzata.

Gli alieni non finiscono qui. Il punteruolo rosso delle palme (rhynchophorus ferrugineus) è un coleottero parassita originario dell'Asia che negli ultimi anni ha distrutto 13 mila piante in Sicilia, infestato la Liguria e dal 2009 ha cominciato ad accanirsi anche contro le palme dei parchi della capitale. Il tarlo asiatico (anoplophora chinensis malasiaca), che a Chicago ha distrutto 50 mila alberi e in Cina 5 milioni, in Italia è arrivato grazie a un importatore di bonsai. E' particolarmente ghiotto di agrumi, quindi il rischio è che colpisca presto agli aranceti della Sicilia. Il giacinto d'acqua (eichornia crassipes) del Brasile, che in Sardegna ha soffocato fiumi e laghi, e la panace di mantegazzi (heracleum mantegazzianum), una pianta tossica del Caucaso che sta infestando la Valle d'Aosta, completano il quadro delle specie invasive a livello di flora.

"La miglior risposta a questi fenomeni è la prevenzione - spiega Piero Genovesi, biologo dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale - controllando il più possibile le fonti di trasporto involontario di specie e bloccando i traffici illegali. Il controllo biologico, basato sull'introduzione negli habitat di nemici naturali, spesso produce effetti contrari, basti pensare ai danni che ha fatto la volpe in Australia, introdotta per decimare i conigli e poi cacciata per aver eliminato 14 specie autoctone". Altra soluzione, secondo l'esperto, è quella di intervenire tempestivamente appena una specie aliena viene individuata, mettendo in atto lo stesso "early warning system" utilizzato per le catastrofi naturali. L'impatto di 250 milioni di nutrie sul territorio è del resto paragonabile a quello di un terremoto, diluito però nell'arco di 70 anni sul territorio europeo. Il roditore, prima cacciato per la pelliccia e poi per l'iperattività delle mandibole, ha l'unica colpa di essere incappato nell'uomo.


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Take That, extraterrestri per Kidz - TGCOM

Cinque extraterrestri approdano sulla Terra con un'astronave, ma non hanno nessuna intenzione di fare del male. Perch? le uniche armi a loro disposizione sono gli strumenti musicali. Arriva il videoclip ufficiale di "Kidz", secondo singolo estratto dal nuovo album "Progress", in cui i Take That indossano abiti spettacolari. Gary, Mark, Robbie, Howard e Jason sono tornati pi? in forma che mai.

La clip ? stata girata in Bulgaria (dove secondo il quotidiano inglese "The Sun" la band sarebbe stata seguita costantemente dalla mafia durante le riprese) e comincia con un'astronave che sbarca sul nostro pianeta generandfo caos e paura. L'unico ad accoglierli e a capire l'obiettivo della loro missione sar? un bambino, che con una macchina fotografica immortala l'evento.

Dopo la recente apparizione a Sanremo (sono stati rimproverati da Gianni Morandi per essersi presentati in ritardo alle prove) il gruppo mette on line il video del nuovo singolo. Ed ? gi? un successo.

D'altronde i Take That e Robbie Williams hanno complessivamente venduto oltre 80 milioni di dischi, suonato dal vivo per oltre 14 milioni e mezzo di persone (di cui oltre un milione solo nell?ultimo tour), vinto 19 "Brit Awards", collezionato 13 album al numero uno in classifica, 17 singoli al numero uno, 8 "Mtv Awards" e 5 "Ivor Novello Awards".

Ultimo aggiornamento ore 10:19


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giovedì 31 marzo 2011

Vita nello spazio: trovati alieni fossili. Batteri in rara meteorite - Mainfatti.it

 Per chi aspetta la prova scientifica "mainstream", questa potrebbe essere la volta buona. Per tutti gli altri, quelli che "sanno" che esiste la vita negli altri pianeti (o perché hanno dei contatti diretti; o perché hanno letto tutto Peter Kolosimo e l'opera omnia di Roberto Pinotti; o perché lavorano nell'Area 51) più che prova, sarà l'ennesima riprova. C'è vita là fuori, ovunque, visto che il dottor Richard B. Hoover, astrobiologo della Marshall Space Flight Center della Nasa, li avrebbe trovati all'interno di una rarissima condrite carboniosa (di questo tipo ne sarebbero trovate solamente nove in tutta la terra, la condrite di Hoover dovrebbe essere CI1).


In realtà foto della ricerca di Richard B. Hoover si erano già viste, per quanto riguarda dei fotogenici cianobatteri già nel 2010 (nelle condriti Orgueil and Murchison), ed i risultati erano molto interessanti. Risultati molto più "lampanti" rispetto a ALH 84001 (Allan Hills 84001) il celebre meteorite "marziano" scoperto da Roberta Score nel 1984, che aveva fatto gridare, forse troppo presto, all'alieno. Ma ora la ricerca è di dominio pubblico e i suoi risultati sono stati pubblicati sul "Journal of Cosmology", un giornale che si attiene al puro dogmatico sistema della peer-review. "Interpreto la scoperta come un indizio che la vita sia distribuita molto più ampiamente nel cosmo, e non limitata solamente al Pianeta Terra" dice Hoover che ha trascorso oltre dieci anni a studiare i rari meteoriti e i loro simpatici batteri fossili alieni.




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"Questo campo di studi è stato solo appena sfiorato perché, francamente, importanti scienziati direbbero che tutto questo è impossibile", continua prudente il ricercatore, sapendo che la stroncatura è in agguato. Lo scienziato ha scoperto i "batteri da un altro mondo", aiutandosi con un microscopico elettronico a scansione (SEM) e anche con un "field emission electron scanning microscope" (probabilmente ci si riferisce a un FEG). Per Hoover i fossili dei batteri sarebbero in parte simili a microorganismi presenti sul nostro pianeta. Ma nessuno pensi a contaminazioni, ridacchiando sotto i baffi, nello stile tipico degli scimpanzé del Pianeta delle Scimmie.

"Ci sono alcuni batteri che sono davvero molto strani e non assomigliano a nulla che sia stato in grado di identificare" e anche altri esperti che li hanno osservati non sono stati capaci di risalire al ceppo d'origine. Forse perché proprio batteri "alieni alieni". Ma per tutti gli scimpanzé scettici c'è comunque la sfida che Hoover lancia alla comunità scientifica, visto che lui medesimo invita a vagliare le prove del suo studio e a spiegare, eventualmente, dove avrebbe sbagliato. Promessa la pronta pubblicazione. Il redattore capo del Journal of Cosmology, il dottor Rudy Schild, scienziato alla Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, conferma. Schild ha invitato migliaia di scienziati a controllare ed esaminare la relazione di Hoover per scongiurare i soliti "attacchi" a priori: "Nessuna altra publicazione nella storia della scienza è mai stata sottoposta ad un tale controllo completo, e mai prima nella storia della scienza è stata data la possibilità alla comunità scientifica di analizzare criticamente un importante documento di ricerca prima di essere pubblicato".

Silvio Scazola


NASA Spazio

pagina pubblicata il 07/03/2011 | ultima revisione: 07/03/2011

 


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Recensione “La guerra dei mondi”, di Steven Spielberg (2005) - LiveCity.it

Dopo il racconto di H.G. Wells, la mitica versione radiofonica di Orson Welles, la trasposizione cinematografica di Bryon Haskin, arriva anche la mano di Spielberg a rielaborare questa storia di invasione aliena e di lotta alla sopravvivenza da parte degli esseri umani. Che Spielberg fosse un attento conoscitore e un ammiratore del film di Haskin era alquanto noto visto che per la creazione del suo mitico E.T. si è ispirato chiaramente all’alieno che compare per pochi minuti all’interno de “La guerra dei mondi” del 1953.




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Sono molti gli elementi di differenza con la trasposizione cinematografica originale, anche perché sono passati più di 50 anni e nel mondo e nella società molte cose sono cambiate. Prima di tutto lo stato di disgregazione della famiglia, ma, forse soprattutto, l’11 settembre. Ed è su questi due elementi storico-sociali che si basa “La guerra dei mondi” del 2005, visto che spesso si fa riferimento ad attacchi terroristici e i protagonisti sono un padre e due figli che tentano in tutti i modi di restare uniti e di ritrovare una dimensione familiare, andata ormai perduta.
Il film di Spielberg, quindi, non è soltanto una pellicola fantascientifica, perché risulta contaminata da altri generi, prima di tutto il catastrofico, ma anche il road-movie, visto che i protagonisti compiono un lunghissimo e pericoloso viaggio per giungere alla tanto agognata unione familiare. Fortunatamente tutte le caratteristiche negative e le banalità di questi generi vengono eluse, mancano infatti eroismi da quattro soldi, presidenti che si sacrificano, salvataggi all’ultimo secondo. Il protagonista agisce solo per sé stesso e per i suoi figli, portando avanti una strenua e sofferta lotta alla sopravvivenza, compiendo anche atti poco ortodossi.
Quello che non si riesce ad evitare, però, è il retoricismo di fondo che accompagna il rapporto padre-figli, la stucchevolezza del finale buonista e riconciliatore a tutti i costi, l’inadeguatezza dei dialoghi e del microcosmo familiare su cui viene puntata la lente d’ingrandimento, a differenza della soddisfazione che si riceve quando il punto di vista si allarga a tutto il genere umano. Si potrebbe obiettare che sono caratteristiche tipiche del cinema spielberghiano, caratteristiche che lo rendono il sognatore-bambino che noi tutti amiamo, in grado di imbastire favole moderne capaci di coinvolgerci totalmente.
Il problema, in questo caso, è che la “favola” stona leggermente col contesto fatto di estrema e straordinaria spettacolarità, di grandi scene dal fortissimo impatto visivo (il treno infuocato, i cadaveri trascinati dal fiume, gli attacchi stessi degli alieni), di effetti speciali a non finire, di esplosioni, uccisioni e via di questo passo.
Alquanto debole anche la sequenza con Tim Robbins, ambientata in un sottoscala, estremamente dilatata e per certi versi telefonata. Ad entusiasmare maggiormente, così come avveniva nell’originale, è, invece, la messa in scena, la precisione con cui sono disegnati gli alieni (stavolta retti da tre piedi e quindi chiamati tripodi), la desolazione quasi post-apocalittica che si riversa su una Terra fatta di vermi messi al confronto con gli invasori.
Ed è proprio l’invasione, ancora una volta, al centro di tutto. Questa volta, però, non c’entra più il comunismo. La paura e il terrore del nemico sono ben rappresentate registicamente da Spielberg che, utilizzando sapientemente la macchina a mano, e focalizzando l’attenzione sui volti impauriti e sui corpi in fuga, ci restituisce il senso di una società ormai preda del pericolo di attacchi, conquiste, ritorsioni, in una sola parola, della guerra.


Alessandra Cavisi


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mercoledì 30 marzo 2011

Novoli. All'Area 51 Berardi Jazz Connection e Kelly Joyce - Il tacco d'Italia

18.3.2011

Kelly Joyce La rinomata formazione jazz pugliese e la cantante francese saliranno sul palco del club novolese di via Veglie oggi 18 marzo, per uno special live event da non perdere. L'ottima cucina, le sfiziose ricette unite ai vini del Salento e le peculiarità gastronomiche del Venerdìnner faranno da gustoso contorno alle sonorità easy jazz, pop e soul e alla straordinaria interpretazione di Kelly Joyce, ospite esclusiva di uno dei locali più frequentati del Tacco d'Italia.

Passa anche dal Salento l'inarrestabile tour di Kelly Joyce, artista franco-africana che ha saputo sintetizzare al meglio le sue origini in un mix di easy-jazz e sonorità pop e soul. Con lei va in scena la musica del terzo millennio, brani che sono diventati veri e propri successi dal 2000 ad oggi: da "Vivre la Vie", con il quale si è presentata al grande pubblico, a "Rendez-vous" (scelto come colonna sonora di una campagna pubblicitaria tv) e all'attuale singolo "Hallò", che sta portando l'omonimo album nelle prime piazze delle charts internazionali e delle classifiche specializzate.

Un successo che continua e che oggi può rinnovarsi artisticamente grazie all'incontro con Berardi Jazz Connection, formazione nata dall' idea di Francesco Lomagistro (batteria e percussioni) di convogliare tutte le esperienze nella passione per la musica afroamericana, nella ricerca del "groove" e nella sinergia fra ritmo e melodia. Con lui, sul palco, salirà Ettore Carucci (piano), co-leader e compagno indispensabile di questo viaggio iniziato diversi anni fa proprio da "via Berardi", una via del centro di Taranto, dove i due si incontravano in un appartamento adibito a sala prove. A completare il quintetto tre musicisti pugliesi già noti alle scene jazz nazionali, come Vincenzo Presta al sax, Andrea Sabatino alla tromba e Luca Alemanno al contrabbasso.

Da contorno all'esclusivo incontro musicale fra l'artista e i Berardi Jazz Connection, ci sarà la raffinata cucina di uno dei club più frequentati del Salento e più apprezzati dal popolo della notte che ha deciso di dare ampio spazio nella ricca programmazione invernale alla musica di qualità e i migliori interpreti del panorama jazz. Previste le degustazioni di particolari ricette firmate dall'Area Cucine, peculiarità gustose del consueto appuntamento mensile del Venerdìnner. Attivo anche l'american-bar, con gli originali drink che si affiancheranno ai cocktail tradizionali. Dalle 22.30, poi, pista libera ad un concerto che promette grandi emozioni, con i brani dei due album dei BJC e le più belle canzoni della francese, da ballare e da cantare.

Luogo: Novoli
Telefono: 328.3253425


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Stefania Caterina racconta ad Affaritaliani.it le sue rivelazioni ... - Libero News


Stefania Caterina racconta ad Affaritaliani.it le sue rivelazioni: "Non sono alieni, ma figli di Dio" LA STORIA/ "Nel 1998 avvenne una svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l'universo, che avrebbe coinvolto l'intera creazione fino a trasformarla". In una lunga intervista, Stefania Caterina (dal '94 consacrata laica), racconta ad Affaritaliani.it le rivelazione divine di cui ha parlato in vari libri e che le "fanno compagnia" da quando era una bambina. Inoltre, sulla differenza tra le sue visioni e gli avvistamenti ufo, chiarisce: "Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, e ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell'universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo"Martedí 22.03.2011 08:00 Introduzione del libro “Riscrivere la Storia” vol.1 Nel pensiero di Dio


Nel 2008 questa casa editrice ha pubblicato il mio primo libro dal titolo: “Oltre la grande barriera”, che forse qualcuno di voi avrà letto. In esso ho parlato del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose, riportando le molte spiegazioni ricevute attraverso esperienze straordinarie.
Fin dall’infanzia, infatti, mi è stato concesso di comunicare in modo speciale con Dio e con altri strumenti da lui scelti, attraverso visioni e locuzioni interiori. Ritengo che questo dono mi sia stato concesso non in virtù di meriti o capacità personali, ma per un imperscrutabile disegno di Dio, per una sua particolare chiamata. Tutto ciò esige da me una risposta in termini di fede, di coraggio, di prontezza a testimoniare. Non sono una religiosa. Sono una laica che ha offerto la vita a Dio, cercando di rispondere onestamente alla sua chiamata. Non faccio parte di alcuna organizzazione religiosa. Anche se consapevole della mia fragilità di creatura, ho deciso di assumermi tutte le responsabilità e le conseguenze che la risposta alla chiamata di Dio comporta. Da sempre ho ritenuto fosse mio dovere, oltre che un atto di amore verso il prossimo, non tenere solo per me le spiegazioni ricevute, perché esse riguardano temi che sono tanto vicini al cuore dell’uomo. Del resto, il Signore mi ha chiesto d’essere sua testimone leale e sincera, e non mi ha mai nascosto le difficoltà che mi attendevano. Ho pagato per la mia testimonianza, so che pagherò ancora; non è sempre facile essere dei testimoni. Sono tuttavia felice di non essermi tirata indietro.
Il Signore giudicherà del mio operato. Confido pienamente in lui. Devo dire, però, di aver ricevuto in cambio tanta gioia e pienezza anzi, la dolcezza dell’amore di Dio che sperimento in continuo, ha sempre superato di gran lunga la durezza delle molte prove vissute. In ultimo aggiungo che non ho studiato teologia, né consultato manuali. Le cose che scrivo non le ho apprese da nessuno. Ho avuto un solo Maestro, Gesù Cristo al quale ho donato incondizionatamente la mia vita, attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Non ho fatto parte di gruppi carismatici o esoterici. Lungo il cammino, Dio mi ha donato fratelli e sorelle che amo e che mi amano, con il quale posso condividere un cammino cristiano semplice e profondo, e tendere verso un’unica méta. Posso dire di sentirmi amata, sana e felice; questo lo devo alla fede nel Signore, che si prende cura della nostra vita e lo fa sul serio.
Ho citato in apertura il mio primo libro, perché esso sta alla base di quanto scriverò nelle pagine che seguono, tanto che ritengo difficile comprendere appieno questo volume senza aver letto quello precedente. Da parte mia cercherò di richiamare nelle note i punti essenziali che ho già trattato in precedenza ma senza dilungarmi troppo, per non rischiare di appesantire la lettura e di ripetermi.
Questo libro sarà il primo di una serie che va sotto il titolo “Riscrivere la storia.” Non è un titolo pensato da me, ma Gesù stesso lo ha voluto. Di quale storia si tratta? Di una storia affascinante e anche tormentata, quella del rapporto fra l’uomo e Dio, fra la creatura e il suo Creatore. Una storia vissuta con difficoltà da parte dell’uomo, fatta di luci e di ombre, di fedeltà e di tradimenti, di slanci eroici, di rovinose cadute e di faticose risalite. Una storia che non sembra mai compiuta, che è iniziata in un certo modo e che poi il peccato originale ha deviato su un percorso diverso. Da parte di Dio invece nulla è cambiato dall’inizio, né potrebbe cambiare, dato che il suo amore e la sua fedeltà verso l’uomo sono rimasti intatti, assoluti, resi sublimi dal sacrificio di Cristo. Immutabile è, infatti, il progetto di Dio, quello di fare di noi i suoi amati figli, ricolmi di gloria e dignità.
Mi è stato spiegato e mostrato da diverse angolature come avrebbe dovuto svolgersi la storia fra Dio e l’uomo, dove questa non ha funzionato e che cosa Dio sta facendo e farà, perché coloro che desiderano essere autentici figli di Dio possano riscrivere la storia fra Dio e l’uomo. Il Signore desidera che io scriva tutto questo a favore di quanti vogliano conoscere il suo progetto di amore e di salvezza. Perciò, con l’aiuto di Dio, cercherò di comunicarvi, quanto ho ricevuto, riportando i tanti colloqui avuti col Signore e con i suoi strumenti, soprattutto con san Raffaele arcangelo che accompagna in modo particolare la mia anima. Farò del mio meglio, nonostante la difficoltà di esprimere a parole il Mistero, e di questo sono sicura che mi scuserete.
In questo primo volume tratterò in particolare del pensiero di Dio, perché è da questo pensiero che comincia la nostra storia di uomini. Tutto ciò che esiste, è frutto del pensiero divino. Da esso proviene la nostra vita, in esso ci muoviamo. Dal pensiero di Dio comincia la storia di cui parleremo e dal medesimo pensiero essa sarà riscritta.
Il Signore desidera che le spiegazioni che riporterò in questo libro, come in quelli che seguiranno, non siano considerate semplicemente una raccolta di messaggi celesti. Gesù ha insistito più volte sul fatto che le cose che mi sono state rivelate, riguardano il piano di Dio che è da sempre ma che deve essere comunicato in modo speciale agli uomini di questo tempo. Infatti, come mi è stato detto, essi si trovano a vivere in una fase delicata e decisiva per l’umanità. Si tratta di un piano che prepara il futuro dell’umanità, un futuro caratterizzato da profondi cambiamenti.
Pur essendo un piano molto articolato e complesso, un vero mosaico, non è qualcosa di nuovo o di diverso rispetto al contenuto nel Vangelo; caso mai ne è l’attuazione concreta e potente da parte di Dio che separerà definitivamente la luce dalle tenebre e porterà alla perfezione quanti hanno accolto Gesù Cristo, e desiderano aver parte alla redenzione da lui operata. Si tratta di un piano già in atto nella creazione e che deve svolgersi fino al suo culmine, nei tempi che solo Dio conosce ma che, da quanto mi è dato di capire, non saranno infiniti, perché l’umanità versa in gravi condizioni, come penso, vi renderete conto da soli. Dio desidera perciò che i suoi figli siano messi a conoscenza di questo piano, affinché ciascuno dia la sua libera adesione all’azione dello Spirito Santo.
Le spiegazioni che ho ricevuto sono state definite da Gesù “un messaggio profetico per l’umanità di questo tempo e di tutto l’universo, senza distinzioni di razze, di popoli o di religioni, destinato tanto ai vivi quanto ai defunti”. Profetico nell’accezione giusta del termine. Il profeta, infatti, non è un indovino che predice il futuro, né colui che preannuncia catastrofi, né tanto meno un superuomo dotato di particolari poteri. È semplicemente uno strumento, un incaricato di Dio, chiamato a trasmettere al popolo, in un determinato momento storico, il giudizio, l’ammonimento, la consolazione e le promesse di Dio. Oggi lo definiremmo un portavoce. Ecco, io non sono altro che uno strumento, un portavoce, nulla di più. Perciò, cari lettori, mettete da parte la mia persona e concentratevi su Dio e su ciò che egli vuole fare attraverso di voi. Lui vi darà la luce per comprendere ogni cosa scritta in questo libro. Io pregherò per tutti voi.
L’umanità di questo tempo, assediata dal male e da gravi inquietudini, ha più che mai urgenza di profondi cambiamenti. Dio ci vuole salvi, liberi, felici. Per questo ci ha donato suo Figlio Gesù Cristo, per condurci in una vita nuova. In lui ci ha promesso la salvezza e Dio onora sempre le sue promesse. Vi auguro di cuore di riscrivere insieme a Dio la vostra storia.


Stefania Caterina

Stefania Caterina
, nata a Genova il 19 gennaio 1959 da una famiglia cattolica praticante,dalla quale ha ricevuto una solida educazione cristiana, in gioventù ha fatto parte di diversi movimenti ecclesiali, dedicandosi da attività di volontariato e all’insegnamento del catechismo. Laureata in giurisprudenza, ha lavorato sette anni come funzionario nella Pubblica Amministrazione. Nel 1994 ha deciso di lasciare tutto per consacrarsi totalmente a Dio e alla Sua opera, mettendo a disposizione del Signore i doni ricevuti da Lui. In una lunga intervista ad Affaritaliani.it racconta le sue rivelazioni.


Tra le tante che ha ricevuto, qual è stata la rivelazione più importante? E perché?
"Per rispondere a questa domanda, mi sembra utile fare una premessa, ripercorrendo brevemente le tappe fondamentali del mio cammino spirituale. Le rivelazioni sono iniziate molto presto nella mia vita; me ne ricordo fin dall'infanzia. Esse hanno accompagnato la mia crescita umana e spirituale. Si sono sviluppate in rapporto alla mia capacità di comprendere che, logicamente, variava a seconda dell'età e delle esperienze che, di volta in volta, attraversavo nella vita. Da sempre, fin dalla più tenera età, ho udito una voce ferma e chiara che parlava dentro di me e mi spiegava molte cose spirituali, dandomi consigli anche sulle piccole cose di ogni giorno, aiutandomi a capire ciò che non capivo. Spesso vedevo Gesù, ma ero molto piccola e accoglievo questo con naturalezza senza pormi domande. Crescendo, intuivo che la voce che mi parlava fosse qualcosa di diverso da me, dato che esprimeva pensieri differenti dai miei, e spesso correggeva i miei punti di vista.   Nell'infanzia e nell'adolescenza, le rivelazioni che ricevevo servivano piuttosto a gettare le basi della conoscenza di Dio e del cammino spirituale che spetta ad ogni cristiano. A quell'epoca, non sapevo dare un nome a tutto questo. Non mi ero mai interessata a fenomeni mistici, né avevo parlato con esperti in questo campo, pur conoscendo e frequentando movimenti religiosi e sacerdoti di valore. Ero arrivata alla personale convinzione che si trattasse di quella che viene definita la "voce della coscienza", e che perciò fosse un qualcosa di naturale, un dono di Dio concesso ad ogni individuo e non solo a me. Ero certa che tutti vivessero le stesse esperienze, e perciò non mi veniva neppure in mente di chiedere spiegazioni al riguardo. Ricordo bene che, nell'adolescenza, quando qualche amica mi confidava i suoi problemi, le suggerivo di chiedere aiuto alla voce della sua coscienza, convinta com'ero che dovesse risponderle come accadeva a me.  All'età di venticinque anni, parlando casualmente con un caro amico di famiglia, una persona di grande fede e molto più adulta di me, che aveva esperienza di fenomeni straordinari, accennai alla "voce della mia coscienza". Questa persona mi aiutò a comprendere meglio ciò che mi stava accadendo e mi mise in contatto con P. Bonaventura Maria Raschi, un frate francescano molto noto nella mia città, Genova, per le sue grandi esperienza mistiche. Con il suo aiuto cominciai un  cammino spirituale intenso, che dura a tutt'oggi. Il Signore non mancò di darmi segni esteriori per confermare ciò che avveniva in me. Le rivelazioni che ricevo in quella fase, erano volte a farmi prendere coscienza della realtà dentro di me, a comprendere e mettere in pratica gli insegnamenti che ricevevo e a testimoniare ciò di cui venivo messa a parte, anche se si trattava ancora di una testimonianza ristretta alla cerchia degli amici e dei conoscenti. In questa fase, la figura di Gesù era centrale, e si poneva nella mia vita come il Maestro. Mi preparava alla missione che mi attendeva, senza nascondermi le difficoltà che avrei incontrato e ripetendomi spesso che avrei dovuto parlare di lui a moltissima gente. A poco a poco, altri strumenti si affiancarono a Gesù, a cominciare da Maria SS. , e poi gli angeli, i santi, fino ad arrivare ai fratelli di altri pianeti. Iniziò anche la profonda e toccante esperienza con le anime dei defunti, che venivano a me, col permesso di Dio, a chiedere aiuto e preghiere, nonché le tante e forti esperienze nel campo della guarigione delle radici genealogiche. In tutto questo, cominciava a delinearsi davanti ai miei occhi, un quadro molto vasto dell'opera di Dio; emergeva un panorama di situazioni ed eventi, al cui centro si stagliava nettamente la figura di Gesù, al quale tutto doveva essere costantemente riportato.  La mia vita prese una direzione ben precisa, ed era sempre più chiara in me la determinazione a lasciare tutto per servire Dio, donandogli interamente la mia vita per essere completamente a disposizione dei  suoi piani e desideri. Nel 1994, lasciai la famiglia ed il lavoro, unendomi ad altre persone che credevano nei miei stessi ideali, con le quali vivo anche oggi. Con loro condivido il cammino, le esperienze e l'impegno della testimonianza. Nel 1998, avvenne un'altra svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l'universo, che avrebbe coinvolto l'intera creazione fino a trasformarla; il preludio alla venuta gloriosa di Cristo, la preparazione dell'umanità alla scelta definitiva fra Dio e Satana, fra il bene e il male. Mi fu spiegato che, attraverso questo piano, si sarebbe gradualmente giunti a ricapitolare in Cristo tutte le cose, in cielo e in terra, secondo la definizione dell'apostolo S. Paolo nella lettera agli Efesini (Cfr Ef 1, 8-12). L'azione di Dio, per mezzo di Gesù Cristo, avrebbe portato l'umanità a vivere una dimensione nuova dello spirito, fino a che Gesù stesso avrebbe consegnato l'intera creazione redenta a Dio Padre, alla fine dei tempi. Sarebbe dunque stato un cammino graduale ma inarrestabile.  Nel manifestarmi tutto questo, Gesù mi disse  che le rivelazioni che avrei ricevuto da allora in poi, avrebbero dovuto un giorno essere portate a conoscenza dell'umanità. Dovevo essere pronta a ricevere queste rivelazioni con umiltà e con un atteggiamento di profonda apertura, comprenderle e viverle. Un giorno sarei stata chiamata a testimoniare l'esistenza di tale piano, senza tirarmi indietro, con coraggio e onestà, qualunque fosse il prezzo da pagare. Da allora ad oggi, le rivelazioni che ricevono proseguono nella spiegazione dettagliata del piano di Dio di ricapitolare tutto l'universo in Cristo. Di questo ho parlato in tutti i miei libri, e questo testimonio a chiunque sia interessato a conoscere ciò che Dio sta facendo nella creazione a favore dei suoi figli. Venendo alla domanda iniziale, direi che la rivelazione più importante fra le tante che ho ricevuto, è proprio quella riguardante l'esistenza e la realizzazione del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose. Penso che questa rivelazione sia l'asse portante di tutte le altre, il punto focale verso il quale convergono tutte le conoscenze che ho acquisito lungo gli anni, attraverso le esperienze straordinarie vissute. In questa rivelazione, tutto è costantemente rimandato alla figura di Gesù Cristo, unico Salvatore e Mediatore; la sua morte e risurrezione sono il fulcro di ciò che è, è stato e sarà, il centro dell' azione di Dio che coinvolge vivi e defunti. Perciò ritengo fondamentale questa rivelazione, poiché permette una chiave di lettura di ciò che esiste e accade nella realtà, sulla terra come nell'universo".


Qual è stata la sua prima rivelazione? Come ha vissuto quel momento? Ha avuto paura?
"Come ho già detto, non ricordo un momento preciso della mia vita in cui ho ricevuto la prima rivelazione, dal momento che ho vissuto fin da piccola queste esperienze. Però ricordo un'esperienza in particolare; si tratta di una visione che risale a quando avevo circa cinque anni. Vedevo Gesù crocifisso ed io stavo ai piedi della croce. Il sangue di Gesù mi bagnava ed io ero addolorata e piangevo; avrei voluto salire sulla croce per staccare Gesù e strapparlo a quel supplizio. Ero una bimba di pochi anni e non potevo far niente; inoltre, c'erano tanti uomini cattivi che urlavano attorno alla croce. Poi, ad un tratto, Gesù ha staccato il braccio destro dalla croce e mi ha detto di avvicinarmi a lui; mi ha cinto con il braccio e mi ha sollevato a lui, poggiando la mia testa sul suo cuore. Il suo sangue mi bagnava tutta ed io baciavo il suo petto. Non avevo alcuna paura, ed il dolore era passato, ero felice di stare con Gesù anche se lui stava sulla croce. Questa visione si è ripetuta altre volte nell'infanzia e nell'adolescenza. Attraversando le prove della vita, compresi che cosa volesse dire per me quella visione: significava stare con Gesù, in ogni situazione, unirmi a lui anche nel dolore, e che lui non mi avrebbe mai lasciata sola. Così è stato e posso testimoniarlo; il braccio potente di Gesù mi ha sempre sostenuta e mi ha dato la forza e la grazia di testimoniarlo, anche attraverso ciò che scrivo, anche in questo momento".


Si è chiesta perché è stata scelta proprio lei per ricevere queste rivelazioni?
"Certo che me lo sono chiesta! Se nell'infanzia recepiamo le esperienze con semplicità e senza troppe domande, crescendo vogliamo conoscere ciò che ci accade; credo sia così per tutti. Arrivata alla giovinezza, e alla consapevolezza della natura straordinaria delle mie esperienze, cominciai a chiedermi perché questo capitasse proprio a me. Non avevo cercato nulla, né ero mai stata una persona particolarmente ambiziosa o desiderosa di mettermi in mostra. Anzi, ero piuttosto timida e riservata, e non mi allettava molto l'idea di dovermi un giorno esporre alla curiosità della gente. Finché un giorno Gesù mi disse: "Se io ho scelto proprio te, chi sei tu per discutere la mia scelta"?  Da quel momento compresi che nessuno di noi è migliore di altri e che è Dio a scegliere, non noi. Lui sa perché mi ha scelta e mi conosce ben più di quanto mi conosca io stessa. Capii anche che la volontà di Dio su di noi si può accettare o meno, la si può comprendere o meno; una cosa sola non si dovrebbe mai fare: metterla in discussione. E così è stato per me. Non sempre ho capito subito, e non sempre sono stata immediatamente pronta ad accettare, perché sono un essere umano con i miei limiti e le mie fragilità; però non ho mai discusso con Dio, mi sono lasciata portare dalla sua mano, anche ad occhi chiusi, anche quando mi ha chiesto di camminare sulle acque (cfr Mt 14, 22-33). Così facendo ho potuto sempre arrivare a capire ed accettare tutto. Tra l'altro, Gesù mi ha sempre spiegato che lui non chiede a nessuno di credere in qualcosa che non riesce a capire; ci è sempre data la luce interiore per comprendere ciò che ci viene chiesto, perché siamo esseri liberi. Dio rispetta la nostra libertà fino in fondo e ci chiede di aderire liberamente alla sua volontà. Se mi accade di non capire subito, chiedo a Dio di guidarmi e di donarmi la grazia per comprendere, e la luce arriva sempre. Gesù si aspetta da me che io per prima comprenda ciò che mi viene mostrato e spiegato, e che lo metta in pratica nella vita di ogni giorno. Questo mi sembra perfettamente logico: se io non vivo ciò di cui parlo agli altri, come potrò essere credibile? Non mi sento chiamata a divulgare delle belle teorie, o a manifestare qualche fenomeno; ma a testimoniare ciò che ho vissuto, ciò che è sceso dal cielo per incarnarsi in me, attraverso la mia fede, la speranza e l'amore, anche attraverso la fatica del mio vivere quotidiano. Sì, la fede è dono ma anche conquista, e nell'esperienza della vita sulla terra è ben presente la lotta contro il male, il limite e la corruzione. Però la mia esperienza è che offrendo la vita a Dio, le difficoltà che dobbiamo affrontare non sono mai superiori alla forza che ci viene donata. Oggi non mi pongo più alcuna domanda sul perché sono stata scelta proprio io; quello che veramente mi interessa è come rispondere al meglio ai desideri del Signore e come partecipare pienamente alla sua azione, rimettendomi completamente a lui, e donandogli al vita incondizionatamente. Non posso dire di essere perfetta, nessuno lo è, ma mi sforzo per fare del mio meglio. Dio gradisce il nostro impegno generoso. Più che i risultati, a lui interessano la purezza delle nostre intenzioni, e la rettitudine della nostra coscienza".


Oggi si parla molto di avvistamenti di ufo e alieni. Lei ha preso nettamente le distanze da qualsiasi paragone tra le sue rivelazioni e gli avvistamenti ufologici o gli orientamenti new age. Può spiegare una volta per tutte la differenza?
"Desidero premettere che ho rispetto per le esperienze di chiunque, e non intendo fare crociate contro nessuno. Se è vero che, nel campo dell'ufologia, talvolta incontriamo una certa confusione,  sono tuttavia convinta che, in questo ambito, ci siano molte persone di valore, che hanno dedicato l'esistenza alla ricerca della verità circa la vita nell'universo, dando un notevole contributo in tal senso. Perciò non ho preso le distanze dalle esperienze di altri ma da un certo approccio all'argomento che non mi appartiene, e mi spiego meglio.  Le mie esperienze in questo campo non partono dall'osservazione dei fenomeni, o da uno studio tecnico-scientifico. Non si tratta neppure della tematica fondamentale nelle rivelazioni che ricevo. Le mie esperienze avvengono nello spirito, quando cioè il mio spirito si unisce a Dio, attraverso la mia donazione a lui e la preghiera. Non sono io a cercare di conoscere. Io mi limito ad offrire me stessa a Dio, prego e mi offro a lui; è il suo Spirito che mi mette in comunicazione con questa realtà, rivelandola ai miei occhi per quella che è in Dio. Non si tratta di qualche sporadico contatto (non sono una contattista), o di qualche isolata rivelazione. Si tratta piuttosto di una comunicazione che fluisce liberamente nello Spirito Santo. Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, ed ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell'universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo. Possiedono la nostra stessa dignità di figli di Dio, e sono destinati come noi a condividere il regno di Dio. Non sono neppure identificati con gli angeli, la cui presenza nella mia vita e nelle rivelazioni è davvero rilevante; questi ultimi sono spiriti puri al servizio di Dio, coloro che aprono la strada al popolo verso la realizzazione delle promesse divine.   Come ho accennato prima, tutto ciò che esiste e si muove nell'universo, rientra nel quadro più ampio dell'azione di Dio in questo tempo, un'azione che sta portando sempre più alla luce tutto ciò che esiste nell'universo. Neppure i santi in paradiso, né le anime dei defunti si sottraggono a questa azione divina, anzi, partecipano pienamente alla realizzazione del piano di Dio di ricapitolare tutto in Cristo. Le stesse forze infernali dovranno fare i conti con la potenza di Dio, che passerà anche attraverso i suoi figli fedeli. Al centro dell'universo sta Gesù Cristo, che sorregge l'intera creazione. La sua opera incessante attira a sé ogni uomo di qualunque pianeta, che, prima o dopo, si troverà a faccia a faccia con lui. Gesù è il Re dell'universo, colui che è venuto sulla Terra per riscattare l'intera umanità dell'universo dal male e dalla corruzione, per rivelare il volto di Dio, ed instaurare il suo regno. Il regno di Dio è il regno di Cristo, fatto di valori e di leggi ben precise, che sono le stesse in tutto l'universo. Il regno di Dio già oggi vive in quanti che lo accolgono. Esso si espande attraverso coloro che ne vivono i valori e le leggi. Tuttavia, dovrà estendersi all'intero universo; perciò l'intera umanità sarà chiamata a decidere se vuole o no far parte di questo regno, o se intende aderire al regno di Satana, i cui valori si esprimono nell'egoismo e nella corruzione. Alla fine dei tempi, Gesù consoliderà definitivamente il suo regno e lo consegnerà a Dio Padre, nella potenza dello Spirito Santo, dopo averlo definitivamente separato dal male e dalla morte. Ne faranno parte tutti coloro che lo avranno sinceramente e liberamente scelto. Sarà questa la nuova creazione, i cieli nuovi e la terra nuova di cui parla la Bibbia (cfr Ap 21). L'azione di Dio in questo tempo, e la missione di quanti si donano a lui, è  quella di portare ad ogni uomo l'annuncio e la testimonianza dei valori e delle leggi del regno di Dio che Gesù Cristo ci ha insegnato. In questa luce vanno lette le rivelazioni che ricevo: esse sono una testimonianza dell'opera di Dio e del suo regno, che è il regno di Cristo.  Direi che le mie esperienze portano ad una visione cristocentrica della vita nell'universo, pienamente calata nel piano di salvezza annunciato nel Vangelo. Ed è proprio la centralità di Cristo che, a mio parere, segna la differenza rispetto all'ambito ufologico, al movimento New Age o ad altre esperienze che, ripeto, non intendo assolutamente giudicare".


Cosa pensa la Chiesa dei suoi libri e delle sue rivelazioni? Che reazioni "ufficiali" ci sono state?
"Fino ad oggi, la Chiesa non si è pronunciata ufficialmente sui miei libri e, più in generale, sulle rivelazioni che ho ricevuto. Ci sono state delle isolate prese di posizione in alcuni ambienti cattolici, che però non hanno mai assunto carattere di ufficialità. L'Autorità ecclesiastica ha il compito di osservare e discernere con la dovuta attenzione e con ragionevole prudenza. Tuttavia, mi piace sempre ricordare che la Chiesa non è costituita solo dalla sua gerarchia ecclesiastica, ma anche dal popolo di Dio. Quest'ultimo, nella storia della salvezza, spesso ha riconosciuto i fenomeni soprannaturali con largo anticipo rispetto alla gerarchia stessa, attraverso un cammino di fede. Se guardo a questa Chiesa, devo dire che i miei libri hanno incontrato un largo favore da parte del pubblico e non solo in Italia; il mio primo libro "Oltre la grande barriera" è già stato tradotto in sei lingue, e altre traduzioni sono in corso. Anche del secondo libro "Riscrivere la Storia - Vol I - Nel pensiero di Dio", sono in corso diverse traduzioni. Sono anche molto soddisfatta dell'interesse mostrato dai lettori nei confronti del sito "www.versolanuovacreazione.it", attraverso il quale viene tracciato un cammino spirituale per quanti sono interessati. I messaggi in esso pubblicati mensilmente, sono stati molto apprezzati, tanto che ne abbiamo tratto un libro intitolato, come il sito: "Verso la nuova creazione". Ricevo inoltre moltissime lettere ed e-mail da parte di persone che mi esprimono stima, e affermano di aver cambiato in meglio la loro vita, grazie alle rivelazioni contenute nei miei libri. Infine, ho incontrato, in questi anni, molte persone interessate a conoscere più approfonditamente gli argomenti trattati nei libri; ho visto in tanta gente un sincero desiderio di amare e servire Dio. Questo, ovviamente, mi riempie di gioia ma, nello stesso tempo, mi fa sentire ancora più responsabile di fronte a Dio e al mio prossimo, e mi spinge ad impegnarmi sempre di più a stare davanti a Dio per migliorare me stessa".  


Sta lavorando a un nuovo libro? Di cosa parlerà?
"Sì, sto lavorando ad un libro nuovo, il secondo volume della serie "Riscrivere la storia". Esso conterrà sicuramente ulteriori approfondimenti delle tematiche già trattate, sempre in linea con il piano di Dio di cui abbiamo parlato. Devo però specificare che non sono io a decidere cosa e come scrivere ma è il Signore stesso a farlo. Neppure il titolo lo decido io. Durante la stesura del testo, poi, sono costantemente accompagnata dalla guida attenta del Signore e dei suoi strumenti, ad esempio gli arcangeli, di modo che non posso spaziare nelle mie fantasie, né imporre le mie interpretazioni. Ciò non significa che io sia passiva o distaccata, tutt'altro! Mentre scrivo un libro, il mio compito consiste nell'essere aperta incondizionatamente all'azione di Dio, mettendo da parte ogni più piccola ambizione o preoccupazione di successo o insuccesso. Devo essere semplicemente uno strumento, una sorta di radiolina che capta le frequenze in modo limpido, senza interferenze. Scrivere questi libri ha rappresentato per me un cammino nel cammino. Tutto ciò che ho scritto, l'ho prima vissuto dentro di me. Posso affermare che ogni libro ha segnato anche una tappa importantissima del mio cammino personale. Torno a ripetere che sono stata chiamata per prima ad accogliere, credere e mettere in pratica gli insegnamenti che ho ricevuto. Il Signore non mi ha mai chiesto di essere un semplice "ripetitore di messaggi", ma una persona libera e consapevole, che comprende e partecipa con tutta se stessa agli avvenimenti dello spirito. Sono consapevole che solo in tal modo posso essere uno strumento fedele dell'azione di Dio".


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martedì 29 marzo 2011

Forme di vita extraterrestri sulla Terra in tre meteoriti. - Business Online

Sarebbero arrivati sulla Terra ?a bordo? di tre meteoriti Alais, Ivuna e Orgueil, forme di vita extraterrestri. Questa sarebbe la scoperta dell'astrobiologo Richard B. Hoover del Marshall Space Flight Center della Nasa, che in un articolo nell'ultima edizione del Journal of Cosmology ha scritto di aver scoperto dei batteri fossili sotto la crosta di tre meteoriti, Alais, Ivuna e Orgueil, appunto, rinvenuti tra i ghiacci perenni dell'Antardide.


Si tratterebbe di frammenti di roccia provenienti da una meteora madre, caduti sulla terra e rimasti imprigionati nel clima polare. Secondo Hoover non c'? alcun dubbio che i batteri fossili scoperti in Antartide siano di natura extraterrestre e l'analisi al microscopio elettronico dimostra che queste forme di vita aliene sarebbero cianobatteri simili alle alghe azzurre.


La modalit? con cui questi batteri sarebbero arrivati sulla terra, dimostrerebbero la teoria della panspermia, secondo cui le forme di vita passerebbero da una pianeta all'altro attraverso i corpi celesti e la vita sulla Terra sarebbe giunta appunto dallo spazio.


Autore:


Marianna Quatraro


pubblicato il 07/03/2011 alle ore 14:09:10


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